Crisi industriale in Trentino, 26 licenziamenti in due giorni. La Provincia intervenga subito: servono risposte concrete per lavoratori e famiglie

La settimana scorsa 13 licenziamenti annunciati all’Esperia di Lavis, oggi chiude a Volano la PolyPiù che meno di un anno fa aveva acquistato la storica azienda trentina produttrice di pannelli in policarbonato, SEP srl. Ai 13 dipendenti viene proposto il trasferimento presso la sede lombarda di Corbetto oppure il licenziamento.
Michela Calzà - Alessio Manica, 2 novembre 2026

Non c’è più tempo da perdere: occorrono interventi immediati per tutelare l’occupazione e sostenere le famiglie coinvolte.

Due giorni, 26 licenziamenti annunciati e un quadro industriale che desta crescente preoccupazione. Le notizie che arrivano da Lavis e Volano rappresentano un campanello d’allarme che la Provincia non può ignorare.

Di fronte a queste situazioni, chiediamo alla Giunta provinciale di intervenire tempestivamente, attivando ogni strumento disponibile per accompagnare i lavoratori coinvolti, garantire percorsi di riqualificazione professionale e favorirne la ricollocazione. L’obiettivo deve essere chiaro: evitare che chi perde il lavoro si ritrovi, insieme alla propria famiglia, senza un reddito e senza prospettive concrete per il futuro.

Mentre l’assessore provinciale al lavoro gira il territorio presentando il Piano industriale Trentino 2040, con i suoi obiettivi e le sue prospettive di sviluppo, la realtà quotidiana racconta anche di aziende in difficoltà, posti di lavoro che saltano e famiglie sempre più esposte all’incertezza economica.

Non mettiamo in discussione l’importanza di una visione strategica per il futuro del nostro sistema produttivo. Ma una strategia industriale non può limitarsi agli annunci e alle dichiarazioni d’intenti: deve tradursi in azioni concrete, capaci di affrontare le emergenze di oggi e prevenire le crisi di domani.

E il rischio è che quanto stiamo vedendo sia soltanto l’inizio. Il caro energia, insieme alle difficoltà che gravano sul sistema produttivo, può mettere ulteriormente sotto pressione le imprese, con conseguenze pesanti sull’occupazione e sulla tenuta sociale del territorio.

Servono risposte immediate, non soltanto piani sulla carta.

La Giunta deve farsi promotrice di un coordinamento stabile e operativo con le imprese, le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti, per monitorare le situazioni di crisi, individuare soluzioni che salvaguardino i posti di lavoro e costruire percorsi concreti di reinserimento per chi è già stato espulso dal mercato del lavoro.

È necessario conoscere la reale situazione del comparto industriale trentino, intervenire prima che le difficoltà diventino irreversibili e mettere al centro le persone, il loro lavoro e il futuro delle loro famiglie.

Il Piano industriale Trentino 2040 potrà avere un senso soltanto se sarà accompagnato da politiche efficaci nel presente. Perché dietro ogni licenziamento non c’è soltanto un numero, ma una persona, una famiglia e un progetto di vita che rischiano di essere compromessi.

La Provincia passi dalle parole ai fatti: il lavoro non può aspettare il 2040.