
Il ricorso presentato dal presidente Fugatti per cercare di eliminare la previsione di incandidabilità in vista delle politiche è un triste esempio di coerenza. Lo è perché fin da inizio legislatura, la cifra dell’occupazione e della spartizione (e quindi della prevalenza dell’interesse singolo rispetto al progetto di governo) è quella che ha segnato il profilo della maggioranza e del suo presidente.
Alessio Manica, 6 novembre 2026
Non sono infatti certo dimenticate le difficoltà per comporre le giunte, provinciale e regionale, o lo spettacolo indegno attorno alla figura della vicepresidenza.
Ma soprattutto è coerente con la spudorata forzatura fatta con la norma del terzo mandato, imposta d’urgenza all’aula, naufragata di fronte alla corte costituzionale, ma che ha ulteriormente certificato la prevalenza della propria sopravvivenza rispetto ad ogni altra priorità. Passaggio avvenuto, e va ricordato, con la complicità interessata di un’intera maggioranza. Ed ora coerentemente il presidente tenta un’ulteriore strada cercando di scardinare la normativa esistente sull’incandidabilità.
Ovviamente non ci si ferma un istante a chiedersi la ratio di quella previsione, a chiedersi anche le differenze dell’Autonomia rispetto agli altri territori, tutt’altro: quando fa comodo va bene che l’Autonomia sia uguale alle altre regioni. Ma c’è anche un altro aspetto stridente, profondamente irrispettoso e amaramente ironico nei confronti dei Trentini. Si apprende di questo ricorso dopo tre giorni d’aula dove la maggioranza si è schiantata platealmente in una guerra interna per la spartizione dell’ennesima nomina. Il tutto è avvenuto nella coerente e continua assenza del presidente Fugatti dall’aula, che neanche di fronte a questo indegno spettacolo della sua maggioranza su un passaggio istituzionale che necessitava responsabilità e serietà come appunto la nomina di un giudice del Tar (competenza distintiva dell’Autonomia) si è preoccupato di essere presente. Suo dovere peraltro.
Evidentemente, come apprendiamo oggi, i pensieri più pesanti sono altri, più soggettivi. Un ultimo pensiero-appello: ma veramente nessuno nella maggioranza prova vergogna per questo combinato disposto tra l’aula di questi giorni e la notizia di oggi?
Alessio Manica
Capogruppo Provinciale del Partito Democratico del Trentino