
Oggi in Aula è stata discussa la mozione con cui, in linea con l’attuale posizione del PD nazionale, si chiedeva di recedere dall'accordo con il Ministero dell'Interno per la realizzazione del CPR a Trento, luogo di detenzione amministrativa delle persone irregolari, dove vengono violati sistematicamente i diritti umani fondamentali e che è pure inefficace per i rimpatri.
Paolo Zanella, 5 novembre 2026
Si chiedeva inoltre il ritorno all'accoglienza sui territori con numeri adeguati che evitino di lasciare sotto i ponti chi comunque continua ad arrivare. Infine di abbracciare la progettazione dal basso per l'accoglienza proposta degli ETS, categorie datoriali, formazione professionale e diocesi “Filiera Trentino”.
Ovviamente la mozione sostenuta dalle minoranze è stata bocciata dalla maggioranza. Abbiamo assistito alla solita retorica securitaria e razzista sulle persone straniere che “consumerebbero” i servizi destinati ai trentini, quando invece sappiamo che contribuiscono a oltre il 10% del PIL e che i servizi li sostengono lavorandoci; che avrebbero portato il capoluogo ad essere fuori controllo e degradato, omettendo che se è aumentata la microcriminalità alla Portela lo si deve anche al fatto che le persone lasciate in strada rischiano di essere preda di circuiti criminosi; che una persona seppur inserita linguisticamente e lavorativamente nel territorio, se diventata irregolare perché non le viene riconosciuta la protezione, andrebbe portata direttamente nei CPR, confermando che in quel luogo ci metterebbero chi semplicemente non ha i documenti.
La realtà è che sulla carne viva delle persone straniere si consuma la propaganda della destra che non affronta il tema della complessità del fenomeno migratorio - che va gestito attraverso investimenti per l'inclusione di cui beneficerebbero allo stesso modo chi arriva e la comunità che accoglie - ma preferisce fornire risposte che tendono a far coincidere il tema dell'immigrazione esclusivamente con quello della sicurezza per parlare alla pancia della gente e racimolare facile consenso. Tutti noi siamo per la legalità e la sicurezza. Ma non si può semplificare la questione così e trovare nello straniero il capro espiatorio. E la sicurezza è in primis prevenzione e sicurezza sociale. Serve che l'Europa, il nostro Paese e il Trentino cambino rotta e capiscano l'importanza di vedere nelle migrazioni, oltre che il diritto a muoversi nel mondo, anche un'opportunità per un continente sempre più vecchio e spopolato.