«Necessario intervenire sull'ospedale» Il Pd in tour: «Molte cose non funzionano a Rovereto come la casa della comunità»

Diciannove incontri in tutto il Trentino per fare il punto sul servizio sanitario pubblico, restituire il lavoro svolto nei mesi scorsi e avanzare proposte per tutelare il diritto alla salute. Il tour del gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico riparte lunedì 26 ottobre da Rovereto, prima tappa di un percorso che si concluderà il 12 febbraio 2027 a Trento (Il T di ieri).
Alice Fabbro, "Il T Quotidiano", 25 ottobre 2026

 

Al centro del confronto ci saranno l'organizzazione dei servizi, la carenza di personale, le liste d'attesa e il rapporto tra ospedali e medicina territoriale. Temi che, in Vallagarina, chiamano in causa direttamente il futuro dell'ospedale «Santa Maria del Carmine», il ruolo della Casa della comunità e la presa in carico delle persone anziane. «Riprendiamo questo percorso per restituire quanto è emerso, dal lavoro avviato in primavera, e provare a tradurre le riflessione in alcune proposte concrete», spiega la consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari, anticipando i temi che saranno approfonditi durante la serata roveretana.

Ospedale e territorio

Uno dei nodi principali riguarda la definizione del ruolo degli ospedali di valle all'interno della rete provinciale. «Bisogna ragionare sulle prestazioni che deve garantire un ospedale come quello di Rovereto. Non tutti possono rispondere alle esigenze come un ospedale centrale e cittadino: servono competenze specifiche, costruite sulla base dei bisogni del territorio e in una logica di appropriatezza delle risposte», sottolinea Parolari. Accanto alla funzione del Santa Maria del Carmine, esiste quella della medicina territoriale, chiamata a collaborare con l'ospedale per garantire continuità assistenziale. In questo quadro si inserisce anche la Casa della comunità, sulla quale la consigliera esprime perplessità: «È stata aperta, ma non ci sembra che oggi svolga davvero quella funzione di filtro rispetto all'ospedale che dovrebbe avere. Rischia di essere un insieme di uffici e ambulatori concentrati nello stesso luogo, senza una reale riorganizzazione dei servizi». Secondo Parolari, è mancato soprattutto un percorso condiviso con la comunità per definire funzioni e modalità di accesso. «Si sono costruite le scatole e solo dopo si è pensato a cosa metterci dentro. Invece, bisognava partire dai bisogni delle persone e progettare insieme le risposte».

Anziani e non autosufficienza

Un'altra questione particolarmente rilevante per la Vallagarina è quella dell'invecchiamento della popolazione e della capacità dei servizi di seguire le persone lungo un percorso assistenziale sempre più complesso. Il problema emerge soprattutto quando un anziano viene dimesso dall'ospedale e deve trovare un sostegno adeguato sul territorio. «Anche in Vallagarina, nonostante la presenza di realtà importanti, facciamo fatica a garantire un accompagnamento efficace della persona anziana. Spesso sono le famiglie a dover cercare autonomamente le soluzioni, invece di essere guidate e sostenute nel passaggio da un servizio all'altro», osserva la consigliera. «In una fase di cambiamento demografico, le Apsp dovrebbero essere valorizzate maggiormente anche per le competenze che hanno maturato nella cura e nella non autosufficienza. Occorre ragionare su come integrare queste realtà con i servizi sanitari e sociali».

Liste d'attesa e personale

Tra gli argomenti del tour ci sarà anche la riduzione delle liste d'attesa, per la quale, secondo Parolari, non esiste una soluzione unica, ma sono possibili miglioramenti organizzativi. «Una parte delle difficoltà potrebbe essere affrontata applicando in modo più diffuso buone pratiche che già esistono. Non possono dipendere soltanto dalla sensibilità del singolo professionista: devono essere coordinate e adottate dall'organizzazione sanitaria». «Bisogna trovare strumenti per rendere conveniente per i professionisti contribuire all'abbattimento delle attese attraverso il servizio pubblico, garantendo una remunerazione adeguata», conclude Parolari