Dimissioni nella sanità: dal 2024 sono andati via 311 medici e infermieri

Visto quello che è successo all'ospedale di Cles, con quattro medici che si erano dimessi per passare al privato convenzionato, il consigliere provinciale del Pd Paolo Zanella ha depositato un'interrogazione, a cui è stata data risposta ieri. Nel frattempo, tre dei quattro medici sono tornati sui loro passi, ma il tema resta, e dai numeri portati all'attenzione del Consiglio provinciale dall'assessore alla Salute Mario Tonina, il tema sembra particolarmente importante.
D. Baldo, "Il T Quotidiano", 7 ottobre 2026

Complessivamente, le cessazioni sono state 175 nel 2024, 165 nel 2025 e 83 nel primo semestre del 2026. Per i soli dirigenti medici si registrano 54 cessazioni nel 2024, 47 nel 2025 e 29 nei primi sei mesi del 2026. La richiesta di Zanella riguardava appunto il numero delle dimissioni volontarie negli ultimi tre anni, quelle senza diritto alla quiescenza e per mobilità interregionale, suddiviso per ruolo e se vengano monitorate le destinazioni (privato, privato convenzionato, altre aziende fuori provincia…). «Gli ultimi episodi di dimissioni che hanno interessato i dirigenti medici di un reparto di un ospedale trentino si aggiungono alle numerose dimissioni di personale sanitario dall'Asuit di cui ciascuno ha avuto notizia negli ultimi anni», ha affermato l'esponente dem.

Oltre i dati sulle dimissioni, la risposta dell'assessore non ha saputo dire altro: «Quanto alla destinazione dei professionisti che lasciano l'Azienda sanitaria, il dato è disponibile soltanto nei casi di mobilità interregionale, che comportano uno scambio formale di informazioni tra le aziende sanitarie interessate. Negli altri casi di dimissioni volontarie, invece, il dipendente non è tenuto a comunicare le motivazioni o la propria destinazione professionale e queste informazioni non vengono quindi rilevate negli atti amministrativi dell'Azienda».

Zanella, nella replica, ha evidenziato la necessità di monitorare le ragioni delle dimissioni del personale sanitario, anche per comprendere l'incidenza di fattori organizzativi e legati al clima di lavoro. Ha richiamato in particolare le 29 cessazioni di medici già registrate nel primo semestre 2026, rispetto alle 47 dell'intero 2025, ritenendo il dato meritevole di approfondimento per garantire la tenuta del sistema sanitario provinciale. Il consigliere si dice però preoccupato: «Preoccupanti sono le proiezioni del 2026 sulla base del primo semestre su infermieri e medici: se va avanti così arriviamo a 84 e 58. Molti professionisti che si dimettono lamentano il disinteresse dell'Azienda nell'indagare le cause delle loro dimissioni, che la maggior parte delle volte riguardano lo scarso benessere organizzativo, la poca attenzione alle loro opportunità di sviluppo professionale, le difficoltà a conciliare. Su questo assessorato e Azienda sanitaria dovrebbero interrogarsi a fondo, ma per ora non sembrano averlo fatto».