SICUREZZA: una mozione del PD sull’inutilità (e la disumanità) del CPR e sulla necessità dell'inclusione dei migranti nelle comunità

Nella settima dell’accoglienza dedicata al tema della sicurezza, il gruppo consiliare del Partito Democratico del Trentino ha voluto depositare una mozione, a prima firma del sottoscritto, per dire un chiaro NO al CPR e per ribadire la necessità che si investa in progetti strutturati di accoglienza.
Paolo Zanella, 1 ottobre 2026

Ieri il ministro Piantedosi ha ribadito la volontà del Governo di procedere alla realizzazione di una serie di CPR, due dei quali nella nostra Regione, rilanciando la competizione “cattivista” e securitaria a destra. Ma il “Secondo rapporto di monitoraggio sui CPR d'Italia, istituzioni totali” del Tavolo Asilo e Immigrazione, pubblicato nel gennaio 2026, evidenzia da un lato che nei CPR avviene una sistematica violazione dei diritti umani - quelle strutture sono costosi dispositivi di privazione della libertà dove si palesa la natura strutturalmente patogena e non riformabile della detenzione amministrativa - e dall'altro l'inutilità ed inefficacia nel perseguire l'obiettivo dei rimpatri da parte di strutture che nascerebbero a tale scopo (si veda la mozione per i dettagli).

Negli ultimi cinque anni si sono registrati ben sei decessi di giovani nei CPR italiani (di cui l'ultimo nell'agosto scorso nel CPR di Palazzo san Gervasio), due dei quali suicidatisi, mentre per le altre morti sono in corso accertamenti e inchieste per accertare le responsabilità. Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimi i bandi per la gestione dei CPR, in quanto il capitolato d’appalto non garantisce i livelli minimi di tutela del diritto alla salute, né misure per la prevenzione del rischio suicidario. Luoghi dove in primis il diritto alla salute e alla difesa sono un optional.

Basterebbero solo questi elementi per riconsiderare l’edificazione di un nuovo CPR a Trento. Ma invece a tutto questo si aggiunge il paradosso che questa struttura viene venduta come strumento per risolvere il problema dell’insicurezza, quando parte dell’insicurezza che vivono i cittadini trentini è generata deliberatamente dal taglio dei posti in accoglienza - che con l’accordo Fugatti-Piantedosi si vogliono ridurre ulteriormente - lasciando centinaia di persone per strada, preda di circuiti criminosi. È qui che si dovrebbe investire, non nella realizzazione e nel mantenimento di un inutile CPR.

La sicurezza deve riguardare in primis le condizioni materiali minime di vita delle persone nei posti di accoglienza, che devono essere in numero sufficiente e distribuiti nelle comunità, dove serve integrarli con strumenti di inclusione che diano reali opportunità formative, lavorative, alloggiative a chi può cerca un'occasione di riscatto e può contribuire allo sviluppo di questo territorio. Tagliare i posti e concentrarli sul capoluogo è stata una scelta deliberata tesa a produrre insicurezza e alimentare la continua ricerca del consenso  sulla pelle dei migranti per i quali si ritorna a parlare di deportazioni. 

Il nostro NO al CPR e il nostro Sì a un'accoglienza strutturata sono anche la risposta a un’Europa, un Paese e un Trentino sempre più chiusi e miopi, che saranno i primi a rimetterci dalla chiusura dei confini e dalle politiche di esclusione sociale che stanno portando avanti, assecondando e inseguendo l’estrema destra in una gara che progressivamente sta erodendo libertà e principi democratici. Con questa mozione chiediamo quindi che si rivedano le decisioni prese per riconsiderare l’accoglienza e considerarla, questa sì, un investimento in sicurezza. 

IL TESTO DELLA MOZIONE