
Il testo del disegno di legge per la prevenzione delle mafie e della criminalità organizzata è stato depositato ieri in Consiglio provinciale. Dopo la presentazione pubblica della proposta di legge tenutasi il 24 luglio scorso, alla presenza anche della senatrice Enza Rando (responsabile della legalità in segreteria nazionale del Partito Democratico) il testo depositato ha visto la convergenza di tutte le forze politiche dell’Alleanza Democratica Autonomista presenti in Consiglio, che hanno sottoscritto il testo del DDL.
Alessio Manica, 1 ottobre 2026
La condivisione di ADA rafforza ulteriormente una proposta di riforma concreta su un tema di enorme attualità, che la politica trentina non può più esimersi dall’affrontare con serietà e con senso di responsabilità.
Le indagini, le operazioni di polizia, i rapporti degli organismi preposti, le parole di chi combatte quotidianamente il fenomeno mafioso ci confermano, se mai ce ne fosse ancora la necessità, che anche il nostro territorio non è immune da fenomeni mafiosi, di criminalità organizzata e di criminalità economica.
La proposta che abbiamo presentato mette al centro la prevenzione di questa metastasi che si insinua nel tessuto economico e sociale dei territori. Prevenzione significa anticipare, arrivare prima che possano essere commessi reati, creare quindi gli anticorpi affinché ognuno nel proprio ruolo sia messo nelle condizioni di riconoscere il fenomeno e di respingerlo fin dal principio. Tutto questo a partire dalla politica e dalle istituzioni che devono assumere il coordinamento di questo sistema di prevenzione integrata, per estendersi poi al mondo della scuola, dell’impresa, del lavoro, del volontariato, della pubblica amministrazione.
Con questo disegno di legge il Trentino ha l'opportunità di dotarsi, per la prima volta, di uno strumento moderno, strutturato e in parte già collaudato in altre realtà, capace di costruire una rete solida tra tutti i soggetti che rappresentano l’ossatura fondamentale del nostro territorio. Respingere le mafie e la cultura dell’illegalità è una responsabilità collettiva che necessita uno sforzo unitario e costante.
Per questo auspichiamo che il provvedimento possa trovare la più ampia condivisione, a partire dalle forze politiche presenti in Consiglio provinciale. Contro le mafie i colori politici devono essere messi in secondo piano: la scelta è necessariamente divisa tra l’agire in tempo o inseguire il problema quando àsarà ormai troppo tardi. La politica, con questo provvedimento, ha l’occasione di dare un importante esempio di maturità e di unità.