Autonomia a parole, rinuncia nei fatti. Le contraddizioni della Giunta provinciale tra commercio e tutela dell’ambiente

Si dicono e si professano autonomisti a parole, ma quando si tratta di esercitare concretamente le competenze che l'Autonomia speciale ci riconosce, la Giunta provinciale dimostra tutta la sua debolezza strutturale e la mancanza di una propria visione politica. È quanto emerge chiaramente dalle azioni e dalle recenti uscite degli assessori Achille Spinelli e Giulia Zanotelli.
Paolo Zanella - Michela Calzà, 25 settembre 2026

L'Assessore allo sviluppo economico Spinelli ha recentemente sottoscritto la petizione e proposta di legge di iniziativa popolare di Confesercenti sulle "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità".

Nulla di male, anzi. Una proposta condivisibile nel suo obiettivo di contrasto alla crisi del commercio, che è presidio fondamentale per la vivacità e la coesione sociale delle nostre comunità. Ma il Trentino, grazie alla recente riforma costituzionale che ha ampliato e dettagliato le competenze e ampliato il perimetro d’azione dell’Autonomia, ha potestà legislativa esclusiva sia nel commercio che nel governo del territorio, compresa l’urbanistica. Un assessore serio dovrebbe portare in Giunta le questioni e legiferare per risolverle in modo peculiare e meglio dello Stato grazie all’Autonomia, non limitarsi a sottoscrivere ddl nazionali. Ma d’altronde abbiamo visto la stessa rincorsa dello Stato anche sul bollo auto: nessun afflato autonomistico reale per declinare in modo originale gli sgravi alle famiglie, con l'aggravante che si chiede a Roma di coprire il mercato gettito. Alla faccia della responsabilità che dovrebbe derivare dall’Autonomia speciale!

Non meno paradossale è la posizione dell’Assessora all'ambiente Zanotelli, che celebra la nuova competenza in materia ambientale annunciando un disegno di legge all'insegna della "semplificazione e sburocratizzazione". Importantissima certo, ma siamo sicuri sia solo quella la priorità di una delega così rilevante?! Tra l’altro, conoscendo gli orientamenti di questa destra e l’atteggiamento di fastidio verso il mondo ambientalista, la semplificazione rischia di trasformarsi in una pericolosa deregulation che smantella quei passaggi di valutazione e controllo necessari per tutelare l’ambiente. La priorità nell'esercizio  autonomo della nuova delega ambientale - per quanto complessa e trasversale a molte competenze - dovrebbero essere le urgenti azioni  di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Ma in effetti come può essere questa una priorità per un’assessora che derubrica la stesura del Piano provinciale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici - il cui completamento è, guarda caso, in ritardo di anni - a “pubblicazione di un tomo”! Quello dovrebbe essere uno dei documenti chiave per il prossimo futuro per guidare l'azione legislativa e amministrativa di questo territorio. Ma se la visione su un tema tanto cruciale da parte di chi ha la delega all’ambiente è questa e ogni volta che si parla del tema ci si limita a dire quanto si è fatto per gli acquedotti - certo importantissimo, ma insufficiente - siamo messi davvero male. Povero territorio trentino!

Inutile continuare a dirsi autonomisti e territoriali ogni tre per due. Serve essere realmente autonomisti e assumersi la responsabilità di esercitare le competenze vecchie e nuove nel confronto delle e con le comunità. Cose che onestamente si è visto ben poco in questi otto anni di governo del sedicente autonomista Fugatti.