
TRENTO. Il centrodestra e gli autonomisti sembrano piuttosto vivaci in questo periodo. Manovre in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, ma operazioni che inevitabilmente tengono conto degli attuali equilibri e di quelli che si vogliono costruire per le Provinciali del 2028. Interlocuzioni e posizionamenti, trattative e confronti. A sinistra? Si parla ai tavoli della coalizione per capire eventuali allargamenti e iniziare a ragionare sulle candidature.
L. Andreazza, "Il Dolomiti", 21 settembre 2026
"Sicuramente in questo momento c'è più fibrillazione e qualche polemica a Destra", le parole di Alessandro Dal Ri, segretario provinciale del Partito Democratico e consigliere comunale a Trento. "La nostra coalizione in Trentino è invece compatta e si confronta apertamente ma senza contrasti per costruire il percorso verso le Politiche prima e le Provinciali poi. Lavoriamo per arrivare a un'alternativa di governo seria, responsabile e competente".
Negli ultimi anni non sono mancati gli accordi locali per le varie amministrative ma a livello nazionale il cantiere "campo largo" è ancora aperto. Il Partito Democratico di Elly Schlein e il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte sono molto vicini all'alleanza ma ancora non c'è una fumata bianca. Qui invece alla fine della scorsa legislatura, l'allora coordinatore e consigliere provinciale Alex Marini si era speso per cercare una convergenza e aveva presentato una serie di punti programmatici sui quali lavorare insieme. Freddezza in casa dem con la segreteria in quella fase passata da Lucia Maestri a Alessandro Dal Ri. A ogni modo fu nulla di fatto e la corsa dei pentastellati fu in solitaria (nessun eletto).
Nel 2023 il Movimento stelle si è fermato al 1,23% e nel frattempo Marini ha ridotto l'attività politica con i pentastellati per concentrarsi sulla presidenza dell'associazione Più democrazia in Trentino. Ma oggi è cambiato qualcosa? "E' una possibilità che valutiamo e abbiamo ipotizzato un incontro per capire i margini di manovra", dice Dal Ri. "Non ci sono preclusioni ma è chiaro che ci deve essere una volontà reciproca di stringere un'alleanza. Il percorso va eventualmente costruito e poi Roma darà le indicazioni in questa partita. Una questione che poi localmente deve essere affrontata e definitivamente approvata come coalizione: la base di partenza è e resta l'Alleanza democratica autonomista".
Si guarda anche verso Onda, il movimento di Filippo Degasperi. "Non va escluso perché si inserirebbe nella cornice di dialogo e collaborazione con le realtà civiche presenti a livello comunale. E si potrebbe a costruire qualcosa già a Trento".
I rapporti possono essere altalenanti, anche se in Provincia le compagini sono in minoranza e spesso si registra una collaborazione sui temi. Ancora diversa la situazione a palazzo Geremia: Giulia Bortolotti e Alessia Tarter mettono in campo un'opposizione senza sconti e particolarmente serrata, pure nei voti in Aula. Un atteggiamento che non piace particolarmente alla Giunta guidata da Franco Ianeselli. Insomma, ci sarebbe da lavorare per appianare le divergenze.
"Certo, in questo momento c'è un'interpretazione dell'opposizione molto forte e costante in Comune, tuttavia le porte sono aperte per parlare di una collaborazione", prosegue il segretario provinciale del Partito Democratico. "Credo che ci potrebbero essere i modi per trovare una sintesi in questo senso ma serve anche un approccio diverso della controparte".
E il Patt? Gli autonomisti sembrano molto attivi per creare un grande centro (Qui articolo). Non si esclude nulla, ma non ci si illude. "Vediamo", commenta Dal Ri. "E' estremamente difficile un avvicinamento nel breve periodo. Le Stelle Alpine seguono l'Svp per le Politiche e il risultato di quelle elezioni può poi incidere sugli equilibri in ottica Provinciali. In fin dei conti il mondo autonomista si era speso a ripetizione sul 'mai con Fratelli d'Italia' ma tutto è cambiato in Trentino e in Alto Adige con il partito di Giorgia Meloni al governo. Aspettiamo il prossimo anno".
Non c'è fretta di chiudere il perimetro della coalizione e ancora meno di fare nomi oppure ipotizzare liste fino a quando non si chiarisce definitivamente il sistema di voto e non si approva la legge elettorale a Roma. Una scadenza abbastanza dirimente per le decisioni sulle Provinciali, anche se c'è da decidere un candidato presidente.
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ambisce al ruolo fresco di tesseramento con il Partito Democratico, l'ex primo cittadino di Rovereto e già guida del centrosinistra nel 2023, Francesco Valduga, non disdegnerebbe un tentativo-bis, c'è poi la parlamentare Sara Ferrari tra i nomi emersi nel ventaglio di possibilità e ci potrebbero essere le eventuali proposte delle altre forze politiche che compongono Ada.
A Trento e Rovereto alle ultime comunali c'è stata la conferma del centrosinistra, Arco ci è sostanzialmente rimasta e Riva del Garda ci è tornata dopo la parentesi della guida a trazione Lega. L'elettorato va recuperato, soprattutto, nelle valli. Operazione sicuramente non facile.
"E' una tendenza in Italia ma più in generale nell'Occidente: le città sono più progressiste, le aree interne più conservatrici. Ci sono studi, analisi e convegni di questa situazione. E' una sfida che conosciamo. L'obiettivo è di trovare le persone giuste sui territori, ma anche di approfondire alleanze e collaborazioni con le liste civiche locali che rispecchiano le nostre sensibilità e poi di proporre soluzioni concrete alle comunità: le valli chiedono pragmatismo", conclude Dal Ri.