Sanità trentina: Fugatti e Tonina scaricano le responsabilità e difendono i vertici ASUIT. Un modello di governo fallimentare

L'esito del tavolo di confronto tra la Giunta provinciale e i sindacati della sanità ha mostrato, per l’ennesima volta, l’assoluta incapacità politica del Presidente Fugatti e dell’assessore Tonina di affrontare la crisi strutturale del nostro sistema sanitario.
Paolo Zanella - Francesca Parolari, 19 settembre 2026

Spiace che anche i sindacati abbiano dovuto provare di persona l'inconsistenza dell’esecutivo trentino, ma, purtroppo, non ci si poteva aspettare nulla di diverso.

Siamo di fronte a una messinscena davvero surreale: da un lato il Presidente Fugatti ammette le criticità e chiede ai vertici di ASUIT di "assumersi le proprie responsabilità", dall'altro difende a spada tratta la governance aziendale e scarica sui problemi informatici le conseguenze di un malfunzionamento sistemico. Fugatti e Tonina continuano a fare i professionisti dello scaricabarile, rifiutando di esercitare il proprio ruolo di guida e di regia politica sul sistema.

Sono ormai nove mesi che ASUIT versa in un caos informatico a cui nessuna azienda sanitaria italiana ha mai assistito e ha mai dovuto sopportare, con tutte le ripercussioni sulla sicurezza clinica dei pazienti e sul lavoro dei professionisti. Da anni, inoltre, sulla sicurezza di lavoratori e lavoratrici si continuano a fare promesse, ma poco si concretizza. Per non parlare poi delle difficoltà enormi di accesso dei cittadini e della cittadine alle cure.

Se la sanità trentina sta ancora in piedi è solo ed esclusivamente grazie all'impegno e alla straordinaria abnegazione di medici, infermieri e del personale sanitario e tecnico. Ma la domanda da porsi è semplice e drammatica: quanto potranno reggere ancora in queste condizioni? Il rischio clinico è ormai dietro l'angolo, come denunciano a gran voce gli stessi operatori in prima linea.

E a fronte di tutto questo solo vaghe e purtroppo vane promesse.

Solidarietà quindi ai lavoratori e alle lavoratrici di ASUIT e alle loro rappresentanze sindacali che capiamo essere stufe di vedersi prese in giro da chi si descrive come vicino al popolo, ma che in realtà non è mai stato così distante dai problemi reali delle persone.

È sotto gli occhi di tutti che il problema risiede al vertice e nel modello di governo inadeguato costruito in questi anni. Non si tratta solo di singoli bug informatici, ma di una totale carenza di visione, di organizzazione, di programmazione e di ascolto delle esigenze reali dei lavoratori e dei pazienti. Chiedere ai vertici dell'Azienda di risponderne non basta se poi la Giunta rinuncia ad applicare la propria governance e a prendere decisioni drastiche.

Serve subito un cambio di passo radicale! In primis l'assunzione di responsabilità per quanto sta accadendo da parte dei vertici politici e dirigenziali che non può che concretizzarsi rimettendo il mandato.

E poi un piano serio per rimettere in carreggiata una barca che rischia di affondare e che sta sempre più portando a disaffezione la risorsa più preziosa su cui si fonda la nostra sanità: operatori e operatrici, professionisti e professioniste della salute. Persi quelli si rischia davvero il tracollo.

Ieri è suonato l'ultimo campanello per salvare il diritto alla salute. Nessuno si può più permettere di ignorarlo se ha a cuore la tutela del più prezioso diritto costituzionale!