Lega Salvini e AfD: c'è di che preoccuparsi

Nel leggere alcune dichiarazioni del Consigliere Bisesti – e quindi della “Lega Salvini” in quanto presidente del gruppo consiliare provinciale della stessa – a commento del recente voto in Germania, si coglie anzitutto un prevedibile allineamento alle posizioni del segretario nazionale di quel partito, già “scopritore e promotore” di un nuovo prototipo di destra estrema ed estremista come quella del generale Vannacci.
Lucia Maestri, 9 settembre 2026

Con la sicurezza del navigato politologo e germanista, Bisesti sostiene che il consenso per AfD non è il frutto di un voto di pancia, ma di chi di oppone ad austerità (evviva quindi lo sperpero?), al sostegno all’Ucraina (con buona pace della vittima che soccombe e dell’aggressore che trionfa), all’immigrazione (che ha costruito le fortune tedesche) e via elencando le radici possibili del voto neonazista. Bisesti afferma poi che l’alta affluenza non è sintomo di paura. Bene. Ci spieghi allora, per favore, l’alta affluenza al referendum sulla Giustizia, contro il quale si è battuto strenuamente il Segretario della “Lega Salvini”? Forse anche quella non era paura, ma comunque è stato un messaggio chiarissimo: giù le mani politiche dalla Giustizia! O forse c’è un’altra spiegazione? Quanto al voto regionale tedesco che, secondo Bisesti, è contro chi lascia la gente “insicura e contro chi le ha svuotato il portafoglio”, sarebbe interessante che il Consigliere leghista spiegasse come mai il suo Partito, che navigava oltre il 30% dei consensi, è arrivato a meno del 5% durante il periodo del governo più longevo della storia repubblicana, nel quale il suo Segretario ricopre il ruolo di vice-premier. Forse la gente, in questi anni, ha votato contro chi la rendeva insicura e le svuotava il portafoglio, o le simmetrie valgono solo per qualcuno e non per altri?

Oggi poi, in un assalto di sociologia spicciola, il Collega Bisesti rincara la dose delle sue interpretazioni del voto tedesco, affermando che “non tutti i tedeschi sono nazisti”, il che significa, al netto dell’ovvietà, riconoscere una presenza nazista nel contesto politico-partitico tedesco e, pur marcando qualche differenza fra la Lega Salvini (che a questo punto potrebbe essere più un invito che il nome di un partito) e l’AfD d’oltre confine, Bisesti sostiene che i punti in comune sono molti. Dopo il raduno naziskin dei giorni scorsi, c’è di che preoccuparsi veramente per la tenuta democratica anche di questa terra, se la deriva è quella auspicata da Bisesti.