
Siamo un po’ smarriti dalla presentazione e dai contenuti del piano industriale del vicepresidente Spinelli. Lo siamo perché improvvisamente dopo otto anni che ostinatamente si rifiutava di alzare lo sguardo, senza orientare il sistema produttivo e di prepararlo al futuro, (prova ne sia che per anni è stata respinta l’idea di un piano industriale) d’improvviso viene dipinto un 2040 dove il Trentino sarà eccellenza in tutto.
A. Manica, 6 agosto 2026
A partire dal PIL che crescerà del 40%.
Un boom economico per il Trentino che sa tanto di bluff, visto che si tratta di PIL nominale che poco ci dice sulla reale crescita a cui si vuole tendere (una crescita media nominale del 2% annuo, con il target di inflazione europeo fissato dal FMI al 2% per i prossimi anni significa crescita reale zero...).
Onestamente la sensazione ieri è stata che, dopo il racconto del favoloso mondo di Fugatti in aula dei giorni scorsi che riguardava l’oggi, ci sia stato raccontato il favoloso futuro di Spinelli che risolve tutte le questioni che da otto anni si sono aggravate a partire dal calo del potere di acquisto dei salari, alla disponibilità di case per i lavoratori, alla competitività delle imprese.
Vogliamo però affrontare quel documento con serietà e quindi attendiamo fin d’ora l’assessore nella commissione competente (che è stata convocata 2 volte in un anno!!) per entrare nel dettaglio di quei titoli, nella loro fattibilità, nella loro origine, nelle risorse che si vorranno destinare, negli obiettivi proposti.
Quelli reali e non quelli da sparata sensazionalistica.
Capogruppo Alessio Manica
Gruppo PD del Trentino