
Una svista o un trappolone ben nascosto?». È la domanda che la deputata trentina del Partito democratico Sara Ferrari si pone dopo la scoperta di quello che potrebbe essere un «baco» nel cosiddetto Melonellum, la riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra e che, dopo la quarta lettura alla camera, passa ora all'esame del Senato.
Il T Quotidiano, 1 agosto 2026
Un'anomalia che riguarda soltanto il Trentino Alto Adige e che, se non corretta, eliminerebbe ogni vincolo di equilibrio di genere nelle candidature dei dieci collegi uninominali della regione. La vicenda è stata ricostruita oggi dal quotidiano Il Manifesto, che racconta come il problema sia emerso durante un'audizione della Commissione Affari costituzionali del Senato. A sollevare il caso è stato il senatore dem Dario Parrini, che ha chiesto al costituzionalista Lorenzo Spadaccini di confermare una possibile lacuna nel testo. La risposta è stata affermativa: il Melonellum mantiene i collegi uninominali soltanto in Trentino Alto Adige, ma cancella la norma generale del Rosatellum che imponeva il rispetto delle quote di genere. Il risultato è che partiti e coalizioni potrebbero candidare anche soltanto uomini nei sei collegi della Camera e nei quattro del Senato presenti in regione.
«Quando ci è stato spiegato il testo» racconta Ferrari «ci era stato detto che in Trentino non sarebbe cambiato nulla, salvo le modifiche sul computo nazionale dei voti poi corrette durante l'iter. Per questo nessuno ha pensato che potesse esserci un problema sul vincolo di genere». Una circostanza che, sottolinea la parlamentare, «non era stata rilevata né dall'ufficio studi della Camera né da quello del Senato». La scoperta è arrivata soltanto dopo l'audizione di Spadaccini. «Appena l'ho saputo - prosegue Ferrari - ho parlato con le colleghe Vanessa Cattoi della Lega e Renate Gebhard della Svp. Ho detto loro: “io presenterò sicuramente un emendamento, ma siete voi che fate parte della maggioranza e dovete muovervi con i vostri colleghi al Senato”».
Il nodo nasce proprio dall'eccezione prevista per il Trentino Alto Adige. Mentre nel resto d'Italia il Melonellum elimina i collegi uninominali a favore di un sistema prevalentemente proporzionale, nella regione essi vengono mantenuti per garantire le peculiarità dell'autonomia speciale e la rappresentanza della minoranza linguistica tedesca. Nel riscrivere la norma, però, non sarebbe stato riprodotto il limite che oggi impedisce a uno dei due generi di superare il 60% delle candidature nei collegi uninominali. Per il Partito democratico la correzione è necessaria. «Noi presenteremo un emendamento che punta alla piena parità, con candidature al 50 e 50 per cento, perché crediamo che sia arrivato il momento di superare il concetto stesso di “quota”. Ma chiedo almeno che venga ripristinato il 60-40 previsto dal Rosatellum. Servono misure di riequilibrio che garantiscano una presenza effettiva di donne e uomini nelle istituzioni». Resta però da capire se si sia trattato davvero di un errore tecnico. «Questo aspetto non era emerso nelle verifiche tecniche e quindi non aveva mai acceso un dibattito politico».
Da qui il dubbio, che Ferrari affida anche al comportamento della maggioranza nelle prossime settimane. «È stata una svista o un trappolone? Lo capiremo presto. Se davvero basta un emendamento per ripristinare il 60-40 e ci saranno resistenze anche su questo, allora qualcuno dovrà spiegare perché. Li vedremo alla prova. Solo allora capiremo se è stato un errore oppure se qualcuno sperava semplicemente che nessuno se ne accorgesse».