«Prima delle concessioni viene il piano delle acque»

Si scrive Pguap e significa Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche. Il documento, per la Provincia di Trento, è fermo al 2006, anno in cui fu approvato e redatto. Oggi però potrebbe finalmente essere aggiornato.
"Il T Quotidiano", 2 agosto 2026

Merito di un ordine del giorno presentato dalla consigliera provinciale del Pd Michela Calzà e dai suoi colleghi e approvato con larga condivisione dal Consiglio provinciale, che impegna la giunta provinciale proprio a effettuare le verifiche necessarie ad aggiornare il Pguap e i suoi sotto documenti collegati.

«È importante che questo avvenga in fretta - spiega Calzà - In questo periodo si parla giustamente del tema delle concessioni idroelettriche, che è fondamentale, ma questo piano deve venire prima».

Per Calzà, «il cima è cambiato, va verificata la disponibilità di acqua attuale in Trentino, lo stato dei nostri fiumi e laghi, quello dei bacini». Un'analisi che deve essere fatta a priori della discussione sulle concessioni idroelettriche. «L'importante è che la grande discussione sul rinnovo delle concessioni, dia un ruolo importante anche alla parte ambientale. Non possiamo prescindere da esso e ragionare di distribuzione di valore acqua solo in termini economici, ignorando gli effetti ambientali di una sua scarsità o di un suo utilizzo che non è parametrato sulla disponibilità di acqua attuale e non misurata 20 anni fa».

Proprio in questa direzione va l'ordine del giorno approvato in Consiglio provinciale. Il documento infatti, impegna la giunta su due punti fondamentali.

Il primo è quello di «effettuare in vista della scadenza delle concessioni di grande derivazione idroelettrica, le verifiche ambientali, ecosistemiche, idriche e tecnico-scientifiche necessarie per definirne i nuovi contenuti, riferite sia allo stato attuale sia agli scenari climatici, idrologici, ambientali, energetici e tecnologici dei successivi trenta-cinquant'anni, predisponendo per ciascun bacino e sistema di derivazione un quadro aggiornato delle disponibilità idriche, delle pressioni, degli effetti cumulativi e degli interventi di tutela, ripristino e rinaturalizzazione necessari e, sulla base dei relativi esiti, verificando la perdurante attualità e adeguatezza delle prescrizioni del Pguap». Il secondo punto prevede poi di «rappresentare gli esiti delle verifiche alle commissioni consiliari competenti in materia di energia e ambiente, affinché siano esaminati prima della definizione delle nuove concessioni e sia valutata, sulla loro base, l'eventuale necessità di adeguare il Pguap».