I dati smentiscono Tonina e Ferro

Dopo la pubblicazione dei dati di Agenas che vedono il Trentino precipitato in fondo alla classifica delle Regioni nel rispetto dei tempi di attesa delle prime visite (solo il 54,7%!!!), abbiamo assistito alla difesa d’ufficio da parte dell’assessore Tonina e del direttore generale di ASUIT Ferro.
Paolo Zanella - Francesca Parolari, 23 luglio 2026

 

La difesa dell’indifendibile, un arrampicarsi sugli specchi smentita clamorosamente dai dati che riportiamo qui sotto.

 

PRIME VISITE PRENOTATE TRENTINO EMILIA
ROMAGNA
NUMERO COMPLESSIVO 1° SEMESTRE 2025 123.346 1.118.343
1° SEMESTRE 2026 111.183 1.217.017
VARIAZIONE -12.163 98.674
NUMERO PER ABITANTE 1° SEMESTRE 2026 0,203 0,271
 DISTRIBUZIONE PER PRIORITA' 2026 U - 3 giorni 2,90% 1,80%
  B - 10 giorni 24,10% 11,40%
  D - 30 giorni 33,80% 77,80%
  P - 120 giorni 39,20% 9%
RISPETTO TEMPI PER PRIORITA' 2026 U - 3 giorni 36,50% 83,30%
  B - 10 giorni 33,10% 71,60%
  D - 30 giorni 46,70% 77%
  P - 120 giorni 76,20% 84,30%
RISPETTO TEMPI MEDI 1° SEMESTRE 2025 63,10% 72,80%
  1° SEMESTRE 2026 54,70% 77,20%
  VARIAZIONE -8,40% 4,40%
SPESA SANITARIA PUBBLICA PRO CAPITE 2024 3.104 euro 2.551 euro

 

Da una veloce analisi emerge che le principali argomentazione portate a giustificazione di questo disastro non stanno in piedi:

 

  1. NUMERO DI PRESTAZIONI: non è vero che questi ritardi sono dovuti all’aumento delle prestazioni: le prime visite prenotate nel 1° semestre 2026 in Trentino sono addirittura diminuite rispetto al 2025 (inutile utilizzare, come fa Tonina, i dati di tutte le prestazioni - prelievi, vaccini, esami strumentali, visite di controllo - per confondere le acqua), mentre ad esempio in Emilia Romagna - come in gran parte delle Regioni - sono aumentate, ma nonostante questo le hanno governate con esiti ben diversi. Questo trend si conferma anche se guardiamo il numero di prestazioni per il numero di residenti.
  2. PRIORITÀ: non è vero che nelle altre Regioni con trend in miglioramento le visite con priorità urgente vengono richieste meno rispetto al Trentino e che invece vengono chieste prevalentemente prime visite con codice P -120 giorni. In Emilia Romagna le visite con codice P sono solo il 9%, mentre addirittura il 77,8% ha codice D - 30 giorni. Peccato che lì i tempi li rispettino molto di più: per i codici D, ad esempio, l’Emilia Romagna è al 77%, mentre il Trentino siamo a un misero 46,7%. E l’Emilia ci surclassa per il rispetto di tutti i codici di priorità.
  3. PRESA IN CARICO…: onestamente non si capisce a cosa il direttore generale si riferisca quando afferma che da noi si viene presi in carico, mentre altrove occorre richiamare. Se essere presi in carico significa, per le prestazioni urgenti, finire nel famoso “contenitore” per essere richiamati chissà quando e avere come esito il rispetto dei tempi di attesa solo una volta su tre la consolazione è magra. Per le prestazioni non urgenti, invece, anche in Trentino si deve richiamare visto che spesso le agende degli appuntamenti vengono programmate solo di mese in mese, nonostante da anni il Ministero lo vieti.

Sarebbe ora si smettesse di giustificarsi strumentalizzando i dati. Manca capacità organizzativa di gestire le liste di attesa e lo sfacelo dei sistemi informativi aggrava la situazione. Che nessuno se ne stia assumendo la responsabilità è gravissimo. 

Va bene lavorare sull’appropriatezza, ma non può essere l’alibi per deresponsabilizzarsi rispetto alle tante persone che devono andare nel privato o rinunciare alle cure. La carenza di medici è un problema che hanno tutte le Regioni. Noi abbiamo una delle spese sanitarie pubbliche pro-capite più alte d’italia (si vedano i dati della Ragioneria Generale dello Stato sulla spesa sanitaria corrente riportati in tabella), non possiamo non garantire ai trentini l’accesso alle cure. Ai cittadini assessorato e ASUIT devono rispondere. Seriamente.