
I dati del primo rapporto Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa confermano il trend registrato già con i dati del primo quadrimestre: una situazione disastrosa che denunciamo ormai da sette mesi, quando avvenne l’aggiornamento del software del CUP.
Paolo Zanella - Francesca Parolari, 22 luglio 2026
Oggi è certificato nero su bianco: per il rispetto dei tempi di attesa previsti per le prime visite siamo ultimi in Italia, peggiorati di dieci punti percentuali rispetto a un anno fa! Qualcosa di inaudito per la Provincia Autonoma di Trento. Se l’Autonomia invece di servire per fare “meglio con meno” diventa lo strumento per “fare peggio con di più” risulta complicato difenderla.
A suo tempo proprio sulle liste di attesa - intuendo che i problemi al CUP avrebbero inciso ben più pesantemente di quanto si desse a vedere (mentre per Tonina sarebbe stato tutto risolto in un mese…) - eravamo arrivati a chiedere le dimissioni dell’assessore o quanto meno dei vertici di ASUIT, che qualcuno si assumesse uno straccio di responsabilità. Nulla. Oggi davanti al disastro ancora tutti lì, nessuno che ammetta la gravità della situazione. Perché no, non basta assessore Tonina dire a parole che ci si assume la responsabilità se poi non c’è alcuna conseguenza fattiva.
Questi dati, oltre a descrivere un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno e meno accessibile, sono anche un danno d’immagine per la nostra sanità e il nostro Trentino.
Sentirsi dire dall’assessore che però le prestazioni nel contenitore sono in riduzione è una ben magra consolazione, se quelle prestazioni sono assegnate per la metà dei casi fuori dei tempi massimi di attesa. Se poi sono mesi che un gruppo di lavoro speciale sta tentando di risolvere i problemi alla radice, alla luce degli esiti forse va constatato che questo gruppo non funziona oppure che i problemi informatici e organizzativi sono così pesanti, che risolverli è impresa ardua. Ma chi li ha causati e chi non è in grado di risolverli.a un certo punto ne risponderà alla cittadinanza?!! Che intanto per farsi curare paga. Sempre se può permetterselo…