
La misura dell’acquisto di alloggi da dedicare all'edilizia pubblica è ormai effettuata in molti Comuni italiani, a partire da Roma e Milano, per cercare di dare risposte rapide all'aumento del fabbisogno abitativo della fascia più debole della popolazione.
Paolo Zanella, 14 luglio 2026
Se da un lato l'intervento può essere condivisibile, dall'altro il rischio è che vi siano ben poche manifestazioni di interesse, visto che ITEA dovrà valutare l'acquisto secondo un principio di congruità dei costi, cosa che col mercato abitativo attuale, con i prezzi stellari del Trentino, rende più appetibile vendere ai privati. Vedremo.
Quello che manca sono decisioni strutturali rispetto ai dati preoccupanti che si trovano nel bilancio sociale.
Un patrimonio vetusto con alloggi di risulta che per oltre il 70% hanno bisogno di importanti riqualificazioni (si è continuato, per velocizzare, a ristrutturare gli alloggi meno compromessi): si pensa di accelerare ulteriormente le riqualificazioni e soprattutto di costruire nuove case?! Un piano di edilizia si rende necessario visto le domande sempre in aumento e il fatto che negli ultimi 25 anni si è costruito solo il 24% del patrimonio, a fronte del 63% costruito nel trentennio precedente.
Si pensa di indicizzare l'ICEF per l'accesso al contributo integrativo all'affitto, visto che non facendolo sempre meno persone (nel 2025 400 in meno che nel 2024) hanno potuto chiederlo, a causa dell'aumento dei salari che non ha però compensato la perdita del potere di acquisto dovuta all'inflazone? E poi serve renderlo strutturale, non garantirlo per soli due anni consecutivi con la necessità di una sospensione di un anno. Incomprensibile.
E ancora, cosa si pensa di fare per gli ormai oltre 900 nuclei che sono rimasti negli alloggi ITEA grazie alla moratoria inserita nell'assestamento di bilancio 2023 su iniziativa del sottoscritto per evitare che per la mancata indicizzazione ICEF finissero per strade, assieme a quelle che hanno visto l'assegnazione di un alloggio di emergenza? L'emendamento fu fatto per evitare che le persone finissero in strada, vista la situazione di impossibilità di trovare case in affitto sul libero mercato. Ora sono aumentate di molto e rappresentano il 10% di inquilini ITEA. La situazione socio economica non è cambiata, anzi è peggiorata: cosa si pensa di fare? L’ennesima proroga o rendere strutturale la soglia ICEF per restare nell'appartamento a 0,40 sanando queste situazioni? Rivedere l'ICEF casa garantendo equità e tutelando queste famiglie accompagnando chi dovesse eventualmente uscire verso il libero mercato con un'efficace mediazione sociale? O cos'altro? Qualcosa va deciso e queste famiglie non possono certo finire in strada.