Cittadinanza di comunità, «faremo una cerimonia per i giovani»

Mercoledì sera l'aula del consiglio comunale ha introdotto nel proprio statuto la cittadinanza di comunità (Il T di ieri). Per la modifica erano necessari i due terzi dei voti, 27 dunque: oltre ai 25 della maggioranza, sono stati determinanti i voti di Generazione Trento, che, come ha ricordato in aula Martina Margoni, «in quanto lista civica composta da persone con sensibilità anche diverse, ma unite da un programma amministrativo condiviso», ha accettato di affrontare «ogni proposta valutandola nel merito, senza pregiudizi ideologici».
"Il T Quotidiano", 10 luglio 2026

 

Il voto di Antonio De Leo (Forza Italia) ha fatto salire il numero di voti a quota 28. Durante la lunga serata sono stati diversi i momenti in cui è stata espressa emozione in aula, a partire dall'assessora Giulia Casonato, alla quale la stessa minoranza ha riconosciuto passione politica ma anche interventi molto precisi e decisi.

Assessora Casonato, a cosa fa riferimento il modello della cittadinanza di comunità?

«Ci siamo ispirati all'esperienza di Bologna, che alcuni anni fa ha introdotto la “cittadinanza onoraria” con la campagna “Bolognesi dal primo giorno”. Noi abbiamo scelto di chiamarla “cittadinanza di comunità” perché non volevamo richiamare l'idea di un'onorificenza o di un premio al merito, ma riconoscere l'appartenenza di ragazze e ragazzi che sono già parte della nostra comunità».

La Lega ha polemizzato con la decisione del consiglio comunale, che considera «una manovra a puro scopo propagandistico». Cosa ne pensa?

«Questi giovani sono già parte della nostra comunità: hanno completato un percorso di studi, conoscono la lingua, condividono esperienze e competenze con i loro coetanei e vivono sul territorio da anni. Per questo crediamo sia giusto riconoscere formalmente un'appartenenza che nei fatti esiste già, senza introdurre requisiti ulteriori. È anche un investimento sulla comunità stessa: se una persona si sente riconosciuta e si sente a casa, sarà più portata a prendersi cura della città, delle sue istituzioni e del suo futuro».

Come verrà conferita la cittadinanza di comunità?

«L'idea è di concludere il percorso con una cerimonia pubblica di riconoscimento dedicata agli studenti che avranno maturato i requisiti al termine del ciclo di studi. Vorremmo però che fosse il momento finale di un percorso più ampio, costruito durante tutto l'anno scolastico attraverso attività nelle scuole e iniziative sul territorio insieme alle associazioni».