
"Oggi, rispondendo ad una interrogazione del Partito Democratico in commissione Ambiente della Camera, sui tempi di autorizzazione per le comunità energetiche rinnovabili, il governo ha confermato il danno lamentato dalle associazioni ambientaliste rispetto al taglio dei fondi del Pnrr da 2,2 miliardi a 800 milioni: su 48mila richieste presentate, 18mila sono rimaste senza copertura finanziaria.
Sara Ferrari, 12 giugno 2026
"A nome delle migliaia di soggetti che hanno sostenuto costi progettuali tecnici e finanziari rilevanti, con proposte risultate tecnicamente approvate dal Gse, ma non finanziate per esaurimento delle risorse disponibili, ci uniamo alla richiesta di utilizzare la flessibilità di bilancio concessa dall'Unione Europea per sostenere la transizione energetica, al fine di assicurare la copertura finanziaria di tutti i progetti in graduatoria".
Così i deputati PD, Sara Ferrari e Augusto Curti. "Il giubilo della premier Meloni - aggiungono - per questa apertura europea vincolata a realizzare la transizione verde, che finora il governo ha però ostacolato, va reso coerente con il bisogno e la disponibilità dei cittadini italiani a farsi direttamente promotori di quella rivoluzione energetica per l'autoconsumo in chiave collettiva e comunitaria. Purtroppo, finora delle 47mila domande oggetto di valutazione soltanto 30mila sono ricomprese nella dotazione finanziaria ridotta e gli atti di concessione ad oggi pubblicati dal Gse nel mese di maggio sono solo 18.795. Il rappresentante del governo ha annunciato il completamento della valutazione delle restanti richieste entro il mese di giugno 2026, in relazione agli adempimenti connessi alla decima rata del Pnrr. Monitoreremo che questo impegno sia mantenuto e che le risorse siano rapidamente a disposizione per lo scorrimento dell'intera graduatoria. Solo così - concludono - potremo davvero valorizzare lo sforzo di cittadini, enti locali, associazioni terzo settore, territori per contribuire alla transizione energetica sostenibile e alla riduzione della dipendenza dalle fonti fossili".
Anche in Trentino, dove l’impegno sulle CER è notevole e di qualità, subiamo i malfunzionamenti della piattaforma GSE per l'erogazione dell'incentivo. Ci sono conseguenze tecniche e pratiche: c’è un gap importante tra quanto dovrebbe arrivare sui territori e quanto realmente arriva, perché non si riescono ad aggiornare le configurazioni già registrate, ad esempio. Quindi mi aspetto dal governo un indispensabile ripristino delle risorse che erano state previste".