
Il voto delle cittadine e dei cittadini del Trentino-Alto Adige deve valere come quello del resto d’Italia, per scegliere chi governerà il Paese. La premier Meloni vuole cambiare l’attuale legge elettorale perché rischia di perdere le prossime elezioni e ha presentato un testo che poi ha dovuto modificare perché ci sono troppi problemi di incostituzionalità.
Sara Ferrari, 4 giugno 2026
Tra i tanti, per assicurare la neutralità elettorale alla SVP, in TAA questa legge elettorale prospetta una competizione solo locale, con i parlamentari eletti in regione che andranno a sommarsi a quelli nazionali solo dopo che saranno stati decretati vincitori e vinti, senza il nostro supporto. Di fatto il Trentino-Alto Adige sarebbe escluso dal calcolo dei voti per determinare chi vince le elezioni per il governo del Paese!
Oggi sono intervenuta in commissione affari costituzionali della Camera sulla modifica della legge elettorale per dire che la nostra regione è autonoma ma non è “un mondo a parte” e che per riconoscere la giusta rappresentanza della minoranza linguistica altoatesina non si può impedire alle elettrici e agli elettori trentini e sudtirolesi di scegliere chi vogliono al governo del Paese, con il rischio che se c’è un pareggio nazionale si potrebbe rovesciare il risultato: assolutamente incostituzionale a detta di tutti gli esperti costituzionalisti che sono stati auditi. Ho rivendicato il diritto delle elettrici e degli elettori della nostra regione a contribuire ad eleggere chi governerà il Paese, perché abbiamo una Autonomia non una secessione.
Spetta alla destra, che vuole inopinatamente riformare la legge elettorale, trovare una soluzione che tuteli la giusta rappresentanza della minoranza linguistica ma dentro i confini della costituzione. E senza negare uguaglianza del diritto di voto, mentre celebriamo l’80 dal suffragio universale.