Nuovo Welfare Anziani in Trentino: il rischio di un sistema a due velocità che dimentica gli anziani cronici
Un sistema di welfare che rischia di premiare la ‘novità’ a scapito della cronicità, lasciando indietro le famiglie più provate da anni di assistenza. È questo il cuore dell'interrogazione presentata dalla Consigliera del Partito Democratico Francesca Parolari in merito all’avvio delle sperimentazioni del nuovo modello di domiciliarità previsto dalle ‘Linee di indirizzo per un sistema a sostegno della domiciliarità delle persone anziane’, approvate dalla Giunta provinciale nel settembre scorso.
Trento, 24 aprile 2026
Nonostante le premesse parlino di un diritto alla cura universale e omogeneo su tutto il territorio provinciale, la realtà della fase sperimentale, della durata di due anni, solleva profonde preoccupazioni.
Dalle prime analisi emerge un orientamento che privilegia l'inserimento nel nuovo modello sperimentale di soli nuovi utenti. Gli indicatori di successo individuati dalla Giunta si concentrano infatti sul numero di nuovi accessi e nuove prese in carico da parte di Spazio Argento.
Questa scelta appare contraddittoria e problematica per diversi motivi:
- Esclusione della cronicità: Vengono privilegiate le situazioni più recenti e "meno intricate", lasciando al loro destino i casi complessi e di lungo corso.
- Abbandono dei caregiver: La cosiddetta "generazione sandwich" (45-64 anni), composta in gran parte da donne che hanno lasciato il lavoro per accudire i propri cari, viene esclusa proprio nel momento di massimo burnout.
- Risorse invariate: La sperimentazione verrà inoltre attuata utilizzando i fondi ordinari già assegnati alle Comunità e al Territorio Val d’Adige. Il timore è che, senza risorse aggiuntive, il potenziamento dei servizi per i nuovi beneficiari avvenga inevitabilmente a discapito delle prestazioni già erogate ai casi cronici. "Il rischio — si legge nel documento — è che ci sarà chi andrà a stare molto meglio e chi ancora peggio".
L'interrogazione chiede risposte chiare su punti cruciali per l'equità sociale del territorio:
- Trasparenza sui criteri: Quali sono i requisiti qualitativi e quantitativi per l'accesso alla sperimentazione?
- Etica della scelta: Perché escludere chi è già in carico, spesso in condizioni di estrema sofferenza?
- Qualità vs Quantità: L'uso di indicatori basati solo sui "nuovi accessi" non rischia di premiare l'efficienza numerica a scapito dell'efficacia sui casi di persone affette da patologie multiple?
- Rischio Istituzionalizzazione: Senza percorsi di domiciliarità avanzata, l'unica alternativa per i casi gravi non inseriti nella sperimentazione rimarrà l'ingresso definitivo in RSA, l'esatto opposto dell'obiettivo dichiarato dalla Provincia.
"Non si può permettere che la ricerca di un nuovo modello diventi un’ancora di salvezza per pochi e una condanna all'isolamento per chi, da anni, garantisce la cura dei nostri anziani ai limiti delle proprie forze” conclude la Consigliera Parolari.