
Il diritto alla salute e alla cura sono minati in tutto il Paese da una profonda crisi del welfare e del servizio sanitario pubblico. Universalismo, equita, uguaglianza e solidarietà come principi sui quali si è fondato il nostro modello di sanità sono oggi sotto attacco da una privatizzazione sempre più spinta, da un sottofinanziamento rispetto a bisogni di salute che crescono, da una mancata programmazione, ma soprattutto dalla mancanza di consapevolezza nel dibattito e nelle politiche pubbliche che serve un nuovo patto tra cittadini/e, professionisti/e e istituzioni.
Insufficiente è anche l'orientamento di tutte le politiche pubbliche - non solo quelle dedicate alla sanità - alla tutela della salute. Anche nel nostro Trentino, seppure la situazione sia migliore che in molte altre Regioni, sempre più persone rinunciano alle cure, l'accesso a visite ed esami nel pubblico non è più garantito, avere un medico/a di famiglia non è più così scontato e aumenta quindi il ricorso al privato con profonde diseguaglianze tra chi può e chi non può permettersi di pagare.
Alcune direttrici di ripensamento del sistema paiono chiare: investimento su professionisti/e e competenze; miglioramento di prossimità e appropriatezza delle cure; potenziamento dell'integrazione socio-sanitaria; centralità della prevenzione; utilizzo delle nuove tecnologie per liberare tempo di cura. Per passare da queste traiettorie a proposte concrete, come gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico del Trentino riteniamo fondamentale aprire un confronto largo nei territori sulle tante questioni che riguardano i complessi temi della salute e della sanità. Per questo coinvolgeremo professionisti/e esperti/e, associazioni, sindacati e cittadinanza per analizzare la situazione, ma soprattutto per confrontarci su idee e proposte che permettano di dare risposte ai bisogni di salute della popolazione, anche facendo leva sulle possibilità che la nostra Autonomia ci offre.