
Il rischio radon torna al centro del dibattito politico provinciale. La consigliera del Partito Democratico del Trentino, Francesca Parolari, ha depositato oggi un’interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarimenti alla Giunta in merito alle strategie di monitoraggio e alla sicurezza degli edifici pubblici e privati.
Francesca Parolari, 13 aprile 2026
L’iniziativa nasce dall’analisi della deliberazione n. 287 del 27 febbraio 2026, con cui la Giunta ha approvato la prima individuazione delle aree prioritarie a rischio. Nonostante il recepimento della normativa nazionale (D.Lgs 101/2020), il quadro che emerge dai dati tecnici dell’APPA (Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente) appare ancora frammentato.
Dalla documentazione tecnica risulta che, negli ultimi trent'anni, le misurazioni hanno riguardato solo 51 Comuni su 166.
Un punto critico dell’interrogazione riguarda l’edilizia scolastica. A fronte delle dichiarazioni di APPA di aver implementato campagne rivolte a "tutte le scuole di ogni grado", i dati dicono altro.
“Esiste una discrepanza evidente tra il numero di scuole monitorate e il patrimonio edilizio scolastico reale," dichiara Parolari. "Considerando che il radon è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo, è prioritario sapere se le misurazioni effettuate finora siano nate da un piano sistematico o solo su base volontaria e sporadica".
L’interrogazione punta a ottenere l'elenco dettagliato delle scuole monitorate e delle eventuali azioni di mitigazione intraprese laddove i valori abbiano superato la soglia di 300 Bq/m³. Parolari interroga inoltre la Giunta su:
“Il monitoraggio 'a macchia di leopardo' non basta più," conclude Parolari. "Serve una mappatura attendibile e capillare per garantire parità di trattamento e tutela della salute a tutti i cittadini del Trentino, indipendentemente dal Comune in cui risiedono".