«La nostra coalizione non è autosufficiente»

Alessio Manica, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale, ha le idee chiare sul percorso da intraprendere per vincere alle prossime elezioni provinciali del 2028: rafforzare, allargare l'Alleanza democratica autonomista (Ada), ossia la coalizione di centrosinistra che unisce Pd, Alleanza verdi e sinistra (Avs), Campobase e Casa Autonomia. E quando sarà il momento di scegliere il candidato o la candidata presidente, «io spingerò per fare le primarie», dice il consigliere provinciale.
"Il T Quotidiano" 26 marzo 2026

Quale deve essere la rotta da qui alle elezioni provinciali?

«Quest'anno dovremo rafforzare l'ossatura della proposta politica da presentare ai trentini e dovremo iniziare a guardarci intorno. Ada non è autosufficiente. Ci sono dei territori in cui si trovano presenze civiche con le quali possiamo dialogare, lungo l'asta dell'Adige ma anche in alcune valli. Il lavoro del gruppo consiliare, dei nostri amministratori e dei dirigenti del partito deve concentrarsi su questo. Dopodichè affronteremo il tema della leadership. Se scegliessimo il candidato o la candidata presidente alla fine del 2027 sarebbe già tanto. Iniziare adesso con il toto leader è una cosa folle, oltretutto qualunque fosse il nome, secondo le regole della politica, significherebbe bruciarlo».

Come dovrà essere individuato il candidato o la candidata presidente?

«C'è tempo per discuterne insieme a tutta la coalizione, ovviamente io spingerò per le primarie (sono previste nello statuto del mio partito)».

Quando dice che bisogna allargare la coalizione si riferisce a Onda?

«Quello di Onda e del Movimento cinque stelle è un tema che affronteremo in coalizione. Noi, in Consiglio provinciale, stiamo costruendo un ottimo rapporto con Onda. Stiamo facendo un lavoro molto sinergico. Dopodiché si tratta di un movimento politico e quindi vedranno i partiti. Ora non dobbiamo decidere chi escludere, ma parlare con quanti più interlocutori possibili che si riconoscono nel campo valoriale del centrosinistra».

Parla delle «presenze civiche» alla luce anche della mappa del voto del referendum sulla giustizia?

«Io ne parlavo anche ante-referendum. Nei Comuni lungo l'asta dell'Adige non abbiamo presenze esplicite legate ai pariti, ma questo non vuol dire che non ci siano realtà civiche che si sentono appartenenti al nostro campo valoriale. Dobbiamo fare un lavoro certosino per metterci in contatto con questi mondi e non pensare che non si riconoscano nei partiti che costituiscono Ada».

Il referendum ha certificato che le valli ormai appartengono quasi indissolubilmente al centrodestra?

«Così come noi del centrosinistra non dobbiamo fare l'errore di considerare la vittoria del referendum come una vittoria della nostra proposta politica, non farei nemmeno l'errore di pensare che sia preclusa la possibilità di recuperare consenso nelle valli. Secondo me, possiamo farcela, anzi ne sono convinto. Ci sono amministratori e cittadini ricettivi a una proposta di governo alternativa a quella del centrodestra».

Come riuscire però a recuperare questo consenso?

«Dal punto di vista programmatico dobbiamo focalizzare bene le tematiche che segnano la nostra proposta, ma lasciamo tempo ai partiti. Ovviamente, se vediamo le priorità della minoranza in Consiglio, i temi principali sono la sanità, la casa, il lavoro e la sostenibilità del territorio. Dal punto di vista operativo, chi ha ruoli in quei territori di cui parlavo, ci deve andare, a partire da noi, e incontrare gli amministratori. Lo stiamo facendo e dovremo continuare a farlo. Dall'altro lato abbiamo una militanza sparsa sul territorio che deve percepire che esiste un'alternativa. In questi due anni e mezzo la compattezza del centrodestra si è incrinata».

Non pensa comunque alla nascita di un nuovo soggetto politico per rafforzare la coalizione?

«Ada è un soggetto politico che si è consolidato negli anni e che ora ha una sua riconoscibilità, a partire dalla nostra capacità di essere una minoranza coesa. Questo è il punto di partenza. Su questa base si possono innestare altri contributi».