Asuit. Blocco del software di laboratorio, solo l'ennesimo caso di disservizi informatici. Qualcuno pensa di prenderne la responsabilità?

Già da lunedì il software di gestione del laboratorio analisi di tutta l’Azienda dava segni di cedimento e da questa mattina il crash completo. Bloccati sia i prelievi negli ambulatori, che negli ospedali, dove si possono eseguire solo i prelievi urgenti, con gravi disagi per i pazienti e per il personale, che ancora una volta deve tamponare i disservizi generati da altri. Con centinaia di cittadini che si erano presentati per il prelievo rinviati a domicilio. 
Paolo Zanella - Francesca Parolari, 14 gennaio 2026

 

I PRECEDENTI

Già la settimana scorsa avevamo segnalato con un’interrogazione l’impossibilità per le segreterie di reparto di aprire agende per il CUP, di prenotare prestazioni di secondo livello a causa del nuovo sistema di gestione che provocava ancora sovrapposizioni di visite e quindi overbooking da una parte e impossibilità di vedere ambulatori aperti e quindi prenotabili, dall’altra, col risultato - segnalazione di oggi - che vi sono degli specialisti che stanno vedendo due pazienti al giorno, mentre le prime prenotazioni per quella specialità sono disponibile per ottobre. Un disastro.

Prima di questo vi erano già stati grossi problemi con il nuovo software SAP per gli ordinativi della farmacia e dei presidi medicali nei reparti, con il nuovo SIO per la cartella clinica informatizzata introdotto per ora solo nei PS, con gli aggiornamenti della piattaforma TreC, con il sistema di prenotazione prelievi del laboratorio che già un anno fa, con il passaggio al nuovo nomenclatore, non ha permesso per diverso tempo di prenotare le prestazioni.

 

PROBLEMA STRUTTURALE

Quanto sta accadendo non può essere archiviato per l’ennesima volta come semplice imprevisto isolato. Si tratta, piuttosto, dell’ennesima dimostrazione della vulnerabilità dei sistemi informatici dell’ASUIT che si inserisce in una serie allarmante di interruzioni e malfunzionamenti che hanno segnato tutto il 2025.  Il problema è reale, ha natura strutturale, ma continua a essere ignorato e liquidato - come fatto oggi - come  un disservizio di responsabilità della ditta produttrice del software. 

Evidentemente, nonostante ingenti finanziamenti milionari con il PNRR per il rinnovo delle infrastrutture digitali per renderle affidabili e all’altezza delle esigenze di una sanità moderna, ciò che contava era solo poter annunciare trionfalmente di aver cambiato sistemi, senza però verificarne la funzionalità, l’usabilità, la sicurezza dei dati, l’interoperabilità, aspetti che avrebbero dovuto  rappresentare un progresso, e non un'involuzione che compromette le basi stesse dell’assistenza sanitaria. Stiamo parlando di sistemi che servono per prendere decisioni rapide e corrette, che devono garantire di funzionare sempre.

L’informatica dell’Azienda Sanitaria versa in uno stato di profonda confusione organizzativa e progettuale. Le recenti scelte in materia di “innovazione informatica” sono state accelerate dalla necessità di rispettare le scadenze degli investimenti PNRR e così i sistemi informativi, invece di supportare i processi sanitari, ne stanno compromettendo l’efficacia, con potenziali ricadute sulla qualità delle cure e sulla sicurezza dei pazienti. Ad esempio pare che il nuovo SIO del PS sia stato implementato senza un rigoroso collaudo certificato da parte del fornitore e dell’utenza finale, nonostante fosse esplicitamente previsto dal bando di gara. Il risultato di questa fretta nell'introduzione del nuovo SIO è una regressione funzionale rispetto al precedente sistema. Anche il nuovo software del CUP pare sia stato implementato frettolosamente e il risultato si è visto.

LE RESPONSABILITÀ

Non si può far ricadere la colpa di tutto ciò sulle ditte fornitrici dei software, ma sono i vertici aziendali e l’assessorato che devono assumersi la responsabilità di questa débacle dei sistemi informatici, che non è episodica, ma strutturale.  Di chi è, infatti, la responsabilità ultima del funzionamento organizzativo dell’Azienda, di cui i sistemi informatici nell’epoca della digitalizzazione costituiscono un processo chiave?! I bandi per i sistemi informatici di gestione dei vari settori, la supervisione della loro implementazione, la garanzia del loro buon funzionamento devono essere garantite da chi governa i processi aziendali. Il malcontento in ASUIT contro la dirigenza continua a montare anche su questo. L’assessore ne prenda atto.

Già va gestita la carenza di personale, che rimane il più grande problema della sanità, se nemmeno si investe sull’organizzazione - oltre ai sistemi informatici si pensi alle continue rotture dei macchinari - ovvio che l’attrattività dell’ASUIT non la si recupera. 

Sulla (non) gestione dei sistemi informatici dell’ASUIT presenteremo una interrogazione. 

 

Consiglieri provinciali

Paolo Zanella e Francesca Parolari