Caos al Cup: responsabilità pesanti di assessorato e azienda. Qualcuno deve dimettersi?

“Sicuramente il numero di cittadini in lista di attesa è aumentato, per forza di cose, per il semplice fatto che alcune agende di professionisti risultavano vuote, mentre altre intasate da prenotazioni mai eseguite”. Il problema lo stiamo affrontando, ma non sembra di facile soluzione. Spero che si risolva al più presto e come assessorato siamo perfettamente consapevoli di quanto sta accadendo.
Trento, 16 gennaio 2026

 

E così non va bene, per niente”. “Per quanto riguarda il CUP mi assumo la responsabilità dei disservizi. Ma come mi assumo io la responsabilità se la devono assumere anche l'azienda e GPI che ha firmato un contratto. Purtroppo arrivano ancora lamentele quotidiane per agende libere, appuntamenti che si sormontano e altri disservizi.” Queste le parole dell'assessore Mario Tonina alla stampa su una questione che abbiamo sollevato noi per primi sui giornali e tramite un’interrogazione più di dieci giorni fa. 

 

Un disastro nei sistemi informativi del CUP che impatta direttamente sui tanti cittadini in attesa di visite, anche urgenti, che si somma a quelli del nuovo SIO introdotto nei PS e al crash per due giorni del software di gestione del laboratorio, cosa mai successa. A questo si aggiungono continui guasti alle apparecchiature radiologiche e quindi un malcontento organizzativo che monta giorno dopo giorno nei reparti e nei servizi. Già vi è il grosso problema della carenza di personale, almeno la macchina organizzativa dovrebbe funzionare come un orologio per evitare che a un certo punto il personale esasperato nel continuare a compensare se ne vada.

 

Ora, è da tempo che l’assessore Tonina manifesta insofferenza per questa mala gestione dell’Azienda e che vorrebbe far saltare il vertice, come è anche emerso sulla stampa in occasione del riassetto del Consiglio di direzione dell’ASUIT. Ma non può farlo per la contrarietà del presidente Fugatti, strenuo difensore del Direttore Generale, nonostante tutto. Presidente al quale l’assessore Tonina rimanda anche quando interpellato sulle responsabilità sui migranti, sapendo però che lasciati in strada diventano una questione sociale che pesa sul suo assessorato. Di fronte a questo scontri di visioni, un assessore serio che ci tiene a che la sanità e il sociale funzionino e che ha ben presente che il governo dell’ASUIT va cambiato, così come la gestione dei richiedenti asilo, visti i disastri in atto, metterebbe le proprie dimissioni sul tavolo di Fugatti. Questo è l’unico modo di assumersi la responsabilità politica delle questioni, almeno quella dell’ASUIT: se sono convinto che il Direttore generale vada cambiato o mi permetti di farlo per governare la sanità come ritengo o caro il mio presidente arrangiati. 

 

E invece no, evidentemente la poltrona preme troppo. E non si parli di responsabilità nel restare lì a tenere il timone: un assessore delegittimato dal presidente nella propria visione sul vertice dell’Azienda che governa la sanità è un assessore che non può controllare la sanità. Chissà, forse Tonina lascerà non per lanciare un messaggio politico, ma abbandonerà la nave che affonda non appena passerà la prestigiosa scialuppa della Federazione della cooperazione. 

 

Paolo Zanella e Alessio Manica

Consiglieri provinciali del PD del Trentino