Alla destra la Regione serve solo per la distribuzione degli incarichi e delle relative retribuzioni

Con stupore ed inquietudine assistiamo all’ennesimo stallo del Consiglio Regionale del Trentino.  Prigioniera delle liti intestine ad una maggioranza raffazzonata ed inconcludente, l’Assemblea legislativa inaugura il quinquennio con una triste esibizione di lotta per le poltrone e di precari equilibrismi, che minano ogni credibilità istituzionale.
Trento, 15 febbraio 2024

 

Nonostante siano trascorsi quasi quattro mesi dalle elezioni, tutto rimane immobile per via dei veti reciproci. Come del resto nella precedente legislatura, è palese il venir meno di qualsiasi riflessione politica sui temi di governo e sugli obiettivi dell’ente regionale. Tutto questo mentre il dibattito ha dovuto registrare un maldestro, quanto improponibile, tentativo di abolizione della Regione.

Incapace di presentare un programma credibile, bloccata nelle alchimie della composizione dell’organo di governo e nel rispetto minimo delle rappresentanze di genere e vittima di appetiti inconfessati ed inconfessabili.

Insomma, questa raffazzonata compagine di destra dimostra la propria miope concezione dell’ente Regione: luogo utile soltanto per una cosa, cioè la distribuzione di incarichi e delle relative contribuzioni.

Davanti a questa situazione già giunta al limite, è necessario uno scatto d’orgoglio di tutte quelle forze politiche e sociali che non si rassegnano all’abbrutimento di questo “mercato delle convenienze” ed in questo senso l’impegno del PD del Trentino è, fin da subito, totale.