Nomine pubbliche: conta la competenza o l'appartenenza?

 “Bussate e vi sarà aperto; chiedete e vi sarà dato”, forte di questa massima evangelica, sembra che la Giunta provinciale si stia contraddistinguendo sempre più per una concreta adesione ai valori ed ai principi che ispirano l’etica dell’accoglienza come nel caso delle nomine in enti e posizioni di quanti hanno subito, fra l’altro, anche il triste destino della sconfitta elettorale.
Trento, 6 luglio 2021

Dopo la recente “infornata” di nomine e di attribuzione di incarichi da parte della Giunta provinciale, il Consigliere provinciale del Partito Democratico del Trentino, Alessio Manica, ha depositato oggi un'interrogazione che, prendendo le mosse da alcune decisioni discutibili, almeno sul piano formale, prova a chiarire, ad esempio, le ragioni della nomina del nuovo Dirigente generale del Dipartimento Legislativo della Provincia autonoma, individuato in un libero professionista esterno all’ Amministrazione, ritenendo piuttosto improbabile che nell'intera Struttura provinciale non vi sia nessuno in grado di ricoprire tale ruolo e lo stesso ragionamento vale anche per società pubbliche e/o partecipate dalla Provincia, come nel caso dell’ I.T.E.A., del Centro Servizi culturali “S. Chiara” e di altre realtà.

Nello specifico, si chiedono i curriculum e le esperienze accumulate in ruoli apicali per la copertura di posti nel c.d.a. di “Patrimonio del Trentino s.p.a.”, di I.T.E.A., del Centro Servizi culturali “S. Chiara” e per l'incarico di Dirigente generale del Dipartimento legislativo della P.A.T. ed, infine, se la Giunta provinciale ravvede o meno conflitti di interessi possibili, soprattutto nel caso della nuova Presidenza di I.T.E.A.

 

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE:

 

   “Bussate e vi sarà aperto; chiedete e vi sarà dato”, forte di questa massima evangelica, sembra che la Giunta provinciale si stia contraddistinguendo sempre più per una concreta adesione ai valori ed ai principi che ispirano l’etica dell’accoglienza come nel caso delle nomine in enti e posizioni di quanti hanno subito, fra l’altro, anche il triste destino della sconfitta elettorale.

   L’attuale maggioranza, in occasione della campagna elettorale per le elezioni provinciali del 2018, ha costruito in larga parte la propria propaganda sulla promessa di cambiar, a loro giudizio, le insane pratiche del passato, che appaiono però assai simili a quelle del presente.

     E così, ecco il già Sindaco di Avio, con trascorsi di lunga militanza nella destra, che dopo la remunerata nomina a Commissario straordinario del Comune di Lona Lases entra adesso, a vele spiegate, nella “governance” della società pubblica “Patrimonio del Trentino s.p.a.”; oppure un ex candidato Sindaco per il centrodestra ad Arco che si trova improvvisamente chiamato alla guida del Dipartimento Legislativo della Provincia autonoma di Trento, con un contratto di Dirigente generale esteso ovviamente a tutto l’arco della corrente Legislatura. Senza concorso, ca va sans dire, come del resto recentemente visto anche per la nomina del dott. Asson, segretario dell’Assessore Bisesti, al ruolo di sostituto direttore di ufficio provinciale appositamente costituitogli. Il caso in questione pare peraltro non essere isolato.

     Ma non sono i soli casi. Al vertice dell’Istituto Trentino di Edilizia Abitativa, ad esempio, è di fresca intronazione, dopo il mancato rinnovo dell’esperienza politica fra i banchi del Consiglio comunale di Trento, una nota imprenditrice nel settore immobiliare privato, con un curriculum di tutto rispetto nel difficile settore della compravendita di immobili e con la partecipazione alla “governance” di alcune importanti aziende del settore immobiliare privato. L’attuale Presidente di I.T.E.A. - che vanta appoggi istituzionali molto rilevanti se perfino un Vice Presidente della Camera dei Deputati si è prodigato nell’intercedere per una posizione capace di mitigare il dolore per l’asprezza del dibattito politico culminato con uno scontro pubblico all’interno del partito di Fratelli d’Italia – ha ottenuto ciò che voleva, grazie alla benigna della Giunta Fugatti, riuscendo nella non facile impresa di guidare l’ente pubblico immobiliare per eccellenza nel procelloso mare del mercato libero e delle concorrenze con quelle società immobiliari delle quali, fino ad ieri, la stessa Presidente era autorevole esponente.

     L’elenco è lungo, e non è solo questione di oggi. Ad inizio di Legislatura, infatti, la Giunta individuò un ex Senatore della Repubblica competente in materie giuridiche per la Presidenza del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento, pur non potendo vantare straordinarie esperienze nella gestione dello spettacolo dal vivo. Convinto che una poltroncina non si nega a nessuno e consapevole anche di quanto questo metodo consenta di sgomberare il campo da possibili fastidiosi concorrenti, il grande cuore accogliente di questa maggioranza provvide subito affinché anche quell’ex Senatore potesse godere tangibilmente della bontà e della condivisione che guidano la politica provinciale.

   Ciò che stupisce però è l’evidente assenza di qualsiasi concorrenza degna di mettere almeno in antagonismo teorico le proposte di “assunzione in cielo”. Sembra infatti quasi incredibile, a puro titolo di esempio, che in tutta la Dirigenza della Provincia non sia stato possibile individuare una figura in grado di raccogliere l’eredità professionale del Dirigente generale uscente del Dipartimento Legislativo, al pari di quanto era avvenuto già per il Dipartimento Salute e Politiche sociali dove nessuna risorsa interna si è trovata, obbligando purtroppo la Giunta a dover ricorrere al “mercato” esterno. E lo stesso ragionamento vale anche per le società pubbliche e/o partecipate.

   Evidentemente, il Trentino a trazione leghista è un luogo tanto pieno di sorprese, quanto scarso di professionalità adatte a funzioni apicali e di guida del sistema e quindi la Giunta provinciale deve arrabattarsi per rendere questa terra sempre più accogliente ed ospitale. Ma solo per i suoi amici e sodali, ovviamente, con buona pace del futuro della struttura provinciale.

 

Tutto ciò premesso,

si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. quale curriculum professionale e quali esperienze apicali, in materia di gestioni patrimoniali, può vantare il neo nominato componente del c.d.a. di “Patrimonio del Trentino s.p.a.” e, nel caso in cui il curriculum non evidenziasse queste particolarità, per quali ragioni è stata decisa la sua nomina;
  2. quale curriculum professionale e quali esperienze apicali, in materia di gestione ed organizzazione dello spettacolo dal vivo, poteva vantare, all’atto della sua nomina, l’attuale Presidente del Centro Servizi culturali “S. Chiara”;
  3. quale curriculum professionale e quali esperienze apicali, in materia di gestione di strutture pubbliche complesse, può vantare il neonominato Dirigente generale del Dipartimento Legislativo della Provincia e, nel caso in cui il curriculum non evidenziasse queste particolarità, per quali ragioni è stata decisa la sua nomina;
  4. se la Giunta non ravvede nessun conflitto di interessi fra la professione di immobiliarista privata dell’attuale neonominata Presidente dell’ I.T.E.A. ed il ruolo istituzionale assegnato alla stessa, posto che I.T.E.A. può trovarsi a dover interagire con il mercato immobiliare locale.

 

 

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

 

Distinti saluti.                                                            

 

                                                                                                                               Cons. Alessio Manica