Manica: La Provincia faccia il possibile per tutelare l’agricoltura di montagna e l’accesso a malghe e pascoli da parte delle aziende zootecniche tradizionali locali”

In data 09/06/2021 presso la Sala della cultura di Pinzolo si è tenuta l’Assemblea dell’Unione Allevatori della Val Rendena. Nel corso della riunione è emerso con forza un disagio degli allevatori, per altro già palesato a più riprese nei mesi scorsi, in relazione al tema dei fondi e dei bandi per l’affitto delle malghe e dei pascoli di montagna.
Trento, 16 giugno 2021

Nel comunicato approvato e pubblicato dall’Assemblea la situazione viene definita “gravissima e senza precedenti”, tale da creare “preoccupazione, sconforto e rassegnazione”. In virtù di questa situazione, gli allevatori riuniti in Assemblea hanno anche deciso a maggioranza di non partecipare alla manifestazione “Giovenche di razza Rendena 2021”.

Nel comunicato, firmato dal Presidente Cosi, si legge che l’alpeggio va considerato come un “bene collettivo”, la cui pratica può essere garantita “solo favorendo la gestione degli alpeggi da parte del maggior numero possibile di allevatori locali”. Purtroppo però pare che negli ultimi anni, in Val Rendena ma non solo, si è assistito ad “un inedito accentramento di un considerevole numero di malghe nelle mani di pochi soggetti, accentramento accompagnato dall’aumento spropositato dei canoni di affitto”.

Alla luce di questa situazione l’Assemblea dei Soci dell’Unione Allevatori della Val Rendena ha quindi rivolto un appello alla Provincia Autonoma di Trento affinché ponga particolare attenzione alla situazione e adotti politiche dedicate, in grado di limitare comportamenti speculativi. Il tutto a tutela dell’agricoltura di montagna e quindi della montagna stessa, che rischia altrimenti di perdere i suoi principali custodi ed un patrimonio di conoscenze di gestione del territorio e del paesaggio non riproducibile.

Per questo motivo in data odierna il Cons. Alessio Manica del Gruppo del PD del Trentino ha depositato sul tema un’interrogazione - per chiedere alla Giunta provinciale lo stato della situazione e cosa ha fatto in questi anni per limitare queste tendenze speculative – e una mozione, per impegnare la Giunta a costituire al più presto un tavolo con il Consorzio dei Comuni, le Amministrazioni Comunali interessate, le Asuc, le Comunità delle Regole, i Sindacati agricoli, la Federazione degli Allevatori trentini, i rappresentanti di categoria e tutte le altre realtà interessate e a promuovere un percorso di confronto volto alla ricerca di strumenti normativi e regolamentari volti a tutelare l’accesso ai bandi per le malghe e i pascoli da parte delle aziende zootecniche tradizionali locali.

 

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