Maestri: «Pd asse della coalizione»

Lucia Maestri guarda attraverso il vetro del calice di bollicine e pare sorridere, sovrappensiero. Nel giardino del Liber Cafè è tempo di festeggiamenti per l’investitura a sindaco di Franco Ianeselli e la segretaria del Pd ha l’aria di volerseli godere. Anche se non ovunque è filato tutto per il verso giusto. Possiamo dire che il Pd ottiene i migliori risultati quando siede in cabina di regia?
G. Tessari, "Trentino", 23 settembre 2020

 

«Sì. Il Pd fa il suo lavoro quando è capace di allargare una coalizione e prova a tenerla assieme, individuando anche un ottimo candidato sindaco. A Trento c’è stato il grande contributo del Patt: le stelle alpine, dopo la rottura del 2018, hanno deciso di tornare a fare un cammino assieme, partendo dalla città capoluogo. Questo è avvenuto appunto a Trento ma anche a Rovereto, provando a pensare di costruire un progetto per le provinciali del 2023, proprio partendo dalle città. Questa è la strada, lo si è visto, che conduce alla vittoria». Rovereto: non tutto è andato come prevedevate? « A Rovereto si va al ballottaggio per pochissimo. Lì abbiamo pagato la divisione del Pd, per altro con 2/3 di partito da una parte ed un 1/3 da un’altra: l’assemblea del nostro partito si era espressa a favore di Guglielmo Valduga in quella proporzione: spero e penso che il sindaco uscente al ballottaggio ce la farà agevolmente, perché quell’elettorato diffuso che non lo ha votato in questo passaggio guarda comunque a lui con interesse. É comunque un bel risultato, quasi storico visti i precedenti, che un sindaco uscente arrivi comunque al ballottaggio».

Senta Maestri il partito aveva fatto fare passerella proprio in questo parco al sindaco di Riva Mosaner in coincidenza con l’arrivo del segretario Zingaretti. Mosaner non è passato però al primo turno: «Mah, in quella città c’è una battaglia forte, molto radicata, sul ruolo turistico di Riva. E che riguarda alcuni brani urbanistici. Sappiamo che ci sono diverse concezioni anche rispetto al ruolo dello sviluppo. Sapevamo che sul lago di Garda si giocava una partita molto difficile e Mosaner si trovava di fronte al terzo mandato. Eravamo anche pronti al ballottaggio, Dunque non sono meravigliato ma dispiaciuta sì.

E per quanto riguarda Arco? Occorre fermarsi prima e capire bene come andrà a finire, visto che ora (alle 18.30 di ieri) la partita non è ancora conclusa. Questo approccio lo utilizzeremo a bocce ferme anche per Riva e Rovereto: vanno studiate bene le situazioni ma non lo si può fare da Trento, ma lì, assieme alle località».

 

 

 


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