Quando tornerà a regime l’attività vaccinale? Il consigliere Zeni interroga in tema di vaccini

A causa dell’emergenza covid, anche l’attività vaccinale in provincia di Trento ha subito un’interruzione, in particolare per i bambini sopra ai due anni, gli adolescenti e gli adulti. 
Trento, 29 maggio 2020

Altre regioni, pur molto colpite dal virus, hanno ripreso l’attività vaccinale già da tempo - ad esempio la Lombardia già il 14 aprile - anche adottando soluzioni flessibili come l’utilizzo di palestre e palazzetti per garantire le distanze, come in Veneto. 

Mentre tutte le organizzazioni scientifiche raccomandano di non interrompere le vaccinazioni in questa fase di emergenza, come si sta organizzando e con che tempi la Provincia di Trento per riprendere l’attività e recuperare i mesi persi?

Qual’è la posizione rispetto alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità di aumentare la fascia di popolazione a cui raccomandare la vaccinazione antinfluenzale anche in chiave di lotta al covid?

 

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Oggetto: quando si riprenderà la normale attività vaccinale?

Come sottolineato dall’OMS “a causa della pandemia di COVID-19, in molti Paesi esiste il rischio che si possa verificare una riduzione generale delle normali attività vaccinali, sia per lo spostamento di risorse sanitarie verso le attività di controllo della pandemia, sia per le misure di distanziamento sociale imposte alla popolazione, che potrebbero portare alcune persone a decidere di rimandare le vaccinazioni programmate per se stessi o per i propri figli”. Come ricorda la stessa organizzazione, “le vaccinazioni sono una componente fondamentale dei servizi sanitari e una loro interruzione, anche se per un breve periodo, porterebbe a un accumulo di persone suscettibili e a un maggiore rischio di epidemie di malattie prevenibili da vaccino che possono causare decessi e portare una aumentata richiesta di risorse sanitarie”. (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-servizi-vaccinali).

Per questo motivo l’OMS Europa, il 20 marzo scorso, ha pubblicato il documento “Guidance on routine immunization services during COVID-19 pandemic in the WHO European Region” fornendo a tutti i Paesi della regione europea principi guida da seguire e indicazioni su come effettuare le vaccinazioni in sicurezza. Tali linee guida sono state riprese dal Direttore Regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P.Kluge, che, in occasione della presentazione della Settimana Europea dell’Immunizzazione, ha invitato i Ministri della Salute europei a non interrompere le vaccinazioni durante la pandemia evidenziando che “i nostri sistemi sanitari non si possono permettere nessun outbreak per malattie prevenibili con le vaccinazioni”. (http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0004/433813/Guidance-routine-immunization-services-COVID-19-pandemic.pdf?ua=1

http://www.euro.who.int/en/about-us/regional-director/statements/statement-vaccination-must-be-maintained-during-covid-19-pandemic-to-be-effective)

I rischi legati al rallentamento delle vaccinazioni pediatriche in tutto il mondo sono stati evidenziati da diversi organismi ed enti internazionali e rilanciati dalla Società Italiana di Pediatria in un articolo pubblicato sulla rivista “Pediatria” (https://www.unicef.it/doc/9828/coronavirus-a-rischio-le-campagne-di-vaccinazione-contro-il-morbillo-nei-paesi-poveri.htm

https://www.sip.it/wp-content/uploads/2020/04/Pediatria4-5_pag12-13.pdf).

In Italia, per far fronte all’emergenza epidemiologica, molte Regioni hanno differito o sospeso le vaccinazioni dopo il secondo anno di vita.

Nella Provincia di Trento, sono state mantenute solo le sedute vaccinali per i bambini più piccoli – dal terzo mese fino ai due anni di età – e per le donne nel corso del terzo trimestre di gravidanza. Sono state invece sospese le vaccinazioni dei bambini più grandi, degli adolescenti e degli adulti (https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Non-si-fermano-le-sedute-vaccinali-per-i-bambini-piu-piccoli).

Altre Regioni, che avevano momentaneamente sospeso le attività vaccinali, hanno da tempo annunciato il ripristino dell’offerta vaccinale: è il caso della Lombardia, che, nonostante sia stata la Regione più colpita dall’emergenza coronavirus, ha disposto, già dal 14 aprile, il ripristino dell’offerta vaccinale dando priorità al recupero delle vaccinazioni non effettuate (https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus/sospensione-attivita-ambulatoriali).

Tra tutte le fasce d’età, l’attuale pandemia da COVID-19 ha colpito più duramente la popolazione anziana, più fragile e dove si registrano le coperture più basse per la vaccinazione anti-influenzale, anti-pneumococcica (due vaccini in sequenziale) e anti-herpes zoster, quest’ultima vaccinazione interrotta completamente in questo momento. Per questo, l’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che “quest’anno, nel periodo consigliato, sarà particolarmente importante vaccinarsi contro l’influenza – per ridurre le problematiche relative alla diagnosi differenziale – così come – per quanto riguarda gli anziani e le altre categorie a rischio – è importante effettuare la vaccinazione contro lo pneumococco”

(https://www.iss.it/web/guest/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5341835).

Per queste ragioni, il Board del Calendario per la Vita, rappresentativo delle società scientifiche di igienisti, pediatri e MMG, ha elaborato un documento sultema “vaccinazioni durante la pandemia” che contiene le raccomandazioni per l’organizzazione delle attività vaccinali nella fase dell’emergenza e nel periodo che seguirà. Tra queste:

- la riorganizzazione dei servizi per garantire l’offerta vaccinale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale in condizioni di sicurezza per i cittadini, anche vaccinando in nuovi spazi, quali palestre delle scuole, palazzetti sportivi o spazi adibiti alle fiere, come ad esempio disposto in Veneto dalla ASL di Treviso e in Lombardia dalla ASL di Bergamo (https://www.aulss2.veneto.it/-/al-via-oggi-maxicampagna-vaccinale-per-15mila-ragazzi

http://www.asst-pg23.it/2020/05_ospedale_alla_fiera_di_bergamo_il_grazie_al_gruppo_di_emergency_al_via_la_fase_2/)

-un programma di recupero delle vaccinazioni differite/sospese; alcune Regioni, come il Veneto, si sono già mosse cadenzando i recuperi con delle tempistiche precise (https://www.aulss2.veneto.it/documents/6017636/10457142/VACCINAZIONI/77ad15d8-240f-445f-acc2-cb9e8a5c99da)

- il tema della programmazione per aumentare le coperture negli anziani e nelle categorie a rischio, assicurando il tempestivo fabbisogno dei vaccini a tutta la popolazione (anche qui, alcune Regioni come il Lazio e la Calabria si sono mosse in anticipo con un’ordinanza in cui si prevede un rafforzamento della raccomandazione dei vaccini per i soggetti ≥ 65 anni (http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/ordinanza-per-vaccinazione-antinfluenzale-e-anti-pneumococcica-obbligatoria/)

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della provincia e l’assessore competente per sapere:

1) per quale motivo l’attività vaccinale non è ripresa, come avvenuto in altre regioni del nord Italia, e quando si preveda la completa ripresa;

2) quale sia il programma per la ripresa dell’attività vaccinale in sicurezza, in particolare:

a) in quale maniera si garantiranno spazi adeguati e se si sia valutato l’utilizzo di spazi ulteriori come avvenuto in altre regioni del nord Italia;

b) se sia stata predisposto un calendario per il recupero delle vaccinazioni non effettuate durante il lockdown e in quali tempistiche si prevede di colmare il ritardo;

3) se si condividano le indicazioni della comunità scientifica di aumentare la fascia di popolazione a cui raccomandare la vaccinazione antiinfluenzale, anche in chiave di lotta al covid-19, e come si intenda procedere e con quali azioni e tempistiche;

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

Distinti saluti

Avv. Luca Zeni


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