Dopo Flor, gli aspiranti sono 93 Lucia Borsellino in commissione

TRENTO I candidati alla direzione generale dell’azienda sanitaria dopo l’addio di Luciano Flor sono novantatré. Il dato è aggiornato a ieri, quando la giunta provinciale ha nominato la commissione che dovrà valutare il curriculum degli aspiranti selezionando entro la fine di marzo i profili migliori. Da tale rosa, la giunta provinciale sceglierà il nuovo direttore. 
A. Papayannidis, "Corriere del Trentino", 23 febbraio 2016

Volti noti
Fanno parte della commissione due nomi molto noti nel mondo della sanità. Il primo è quello di Lucia Borsellino — figlia del magistrato Paolo, ucciso dalla mafia nella strage di via d’Amelio — che lavora attualmente all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) dove si occupa del protocollo con l’autorità nazionale anticorruzione; Borsellino è stata anche assessore alla sanità della Regione Sicilia dal 2012 al 2015, quando si è dimessa in polemica con il governatore Rosario Crocetta. 
L’estate scorsa Borsellino è stata al centro di indiscrezioni giornalistiche che riferivano di una presunta intercettazione telefonica (sempre smentita dalla magistratura) in cui il medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, poi arrestato, gli avrebbe detto che l’assessore andava «fatta fuori come suo padre». Pochi giorni dopo, Lucia Borsellino è stata messa sotto scorta dal ministero dell’interno. 
Nella commissione è stato nominato anche Francesco Longo, direttore del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’università Bocconi. La commissione sarà presieduta da Silvio Fedrigotti, dirigente generale del dipartimento salute della Provincia, ed è completata da Paolo Nicoletti, direttore generale della Provincia. Il segretario sarà Franca Bellotti, direttore dell’ufficio formazione e sviluppo delle risorse umane di Piazza Dante. «Si tratta di una commissione di altissimo profilo, garanzia della qualità del lavoro che sarà svolto al fine di valutare e selezionare i profili migliori», è il commento dell’assessore provinciale alla salute, Luca Zeni. 
Defibrillatori
Sempre in tema di sanità, la giunta ha ridotto da 8 a 5 (come nelle altre regioni italiane) le ore di formazione richieste al personale non sanitario per l’uso dei defibrillatori. Il quadro normativo è dato dal decreto interministeriale che obbliga tutte le società sportive, anche dilettantistiche, di disporre di un defibrillatore semiautomatico e di personale adeguatamente formato. «Ci sarà un notevole aumento delle persone da formare, per lo più volontari del sistema sportivo. Dobbiamo favorire e agevolare la formazione del maggior numero possibile di persone. 
Diabete
La giunta ha infine recepito il piano per il diabete elaborato dal ministero della salute, con la elaborazione di misure per il miglioramento dell’assistenza dei pazienti (circa 25.000 in Trentino).