«Zanoni incompatibile? Una grande sciocchezza»

«Chi ha sollevato il dubbio sulla presunta incompatibilità di Alessio Zanoni è un maniaco»: a dirlo - richiesto di un parere riguardo al caso portato davanti ai garanti relativo al ruolo del segretario-assessore del circolo Pd di Riva - è Renato Ballardini, partigiano e personalità storica della sinistra rivana, che da avvocato (e non solo) non può certo essere indicato come una persona che è solita farsi beffe delle norme.
M. Cassol, "Trentino", 16 gennaio 2015



Nel caso particolare, però, Ballardini - che tra le altre cose è anche membro della commissione elettorale dei Democratici di Riva - ritiene che la questione regolamentare sulla supposta inconciliabilità tra la carica di segretario del Pd locale e quella di assessore comunale attenga al proverbiale campo della lana caprina. «Si tratta - argomenta l'avvocato - di un problema inesistente. Tra l'altro a favore di Zanoni c'è il massimo precedente possibile, ossia il fatto che il capo del partito nazionale sia anche capo del Governo.
Inoltre il povero Zanoni prima è diventato assessore e poi da assessore già in carica ha accettato l'onere di risollevare e riorganizzare una sezione del Pd che prima era al disastro, non ricavando certo alcun tornaconto di visibilità aggiuntiva rispetto a quella già connaturata alla sua veste di membro della Giunta comunale. Sollevare questa questione, e sollevarla adesso, è un'inaccettabile perdita di tempo frutto di un atteggiamento maniacale. Con le incombenze che abbiamo bisognerebbe parlare di tutt'altro: visto che le elezioni sono all'orizzonte si dovrebbe trattare di programma e non di ricorsi di questo tipo. È una discussione che non riesco a seguire e che mi sembra una grande sciocchezza, una costruzione inutile che non contribuirà certo a migliorare la vita dei cittadini o a risollevare le aziende della zona».
Ballardini, poi, entra nel merito: «La norma su questa incompatibilità nello statuto del Partito Democratico Trentino non esiste: esiste nello statuto nazionale, ma è appunto contraddetta nei fatti dallo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi. Aspettiamo comunque il pronunciamento della commissione provinciale, ma perdersi in queste vicende significa non avere la percezione dei problemi reali. Se poi malauguratamente la decisione sancirà l'incompatibilità, Zanoni si dimetterà dall'una o dall'altra carica, e non è detto che non si dimetta da assessore, visto che si è preso la briga di guidare il partito fuori dal guado in cui era finito. Dal mio punto di vista, è assolutamente irrilevante che Zanoni ricopra due cariche, visto che sta facendo bene sia nell'uno che nell'altro ruolo: capirei forse se stesse facendo male l'uno o l'altro lavoro, ma visto che sta facendo bene dovrebbe rimanere dov'è. Sarebbero altre le cose su cui concentrarsi invece che su questa miseria che non fa altro che danneggiare la sezione». 


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