Nicoletti: «Ora le primarie provinciali»

È durata un giorno la gioia condivisa nel centrosinistra per il successo di partecipazione, anche in Trentino, alle primarie di domenica scorsa per la scelta del candidato presidente insieme alla soddisfazione, più o meno ampia, per i risultati dei rispettivi candidati.
"L'Adige", 27 novembre 2012

Da ieri è ricominciata la battaglia elettorale in vista del ballottaggio di domenica si concentrerà sul segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e sul sindaco di Firenze, Matteo Renzi. C'è una settimana di tempo per decidere chi sarà il candidato della coalizione che unisce Pd, Sel, socialisti e Api per la presidenza del consiglio e Pier Luigi Bersani parte in vantaggio con il 9,4% dei voti in più a livello nazionale e il 5,2% in Trentino, ma i sostenitori di Matteo Renzi sono convinti che il giovane sindaco se la possa giocare e contano sulla partecipazione di nuovi elettori, che non sono andati ai seggi nel primo turno. Sulla possibilità di votare solo al ballottaggio, però, già ieri si sono registrate polemiche e diverse interpretazioni del regolamento che, come hanno specificato i garanti, consente di votare anche a coloro che non lo hanno fatto il 25 novembre se si preregistrano il 29 e il 30 novembre «dichiarando di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell'impossibilità di registrarsi all'Albo degli elettori entro la data del 25 novembre». Non è chiaro che prova si debba portare per dimostrare questa «impossibilità», comunque non sembra che ci sia l'intenzione di essere troppo fiscali.
Il segretario del Pd trentino, Michele Nicoletti, è entusiasta per come la macchina organizzativa delle primarie in Trentino sia riuscita a funzionare senza intoppi. «Sono stati tutti bravissimi - commenta - dal punto di vista organizzativo e mi riferisco alle centinaia di volontari che ritengo rappresentino una bellissima risorsa per il centrosinistra autonomista oltre che per il Pd perché abbiamo dimostrato che questa consultazione ha richiamato tanti cittadini trentini dimostrando un senso di grande vitalità per la coalizione».
Dopo settimane di polemiche, anche interne al Pd trentino, sull'opportunità o meno di fare le primarie anche per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia, come successore di Dellai, il segretario Nicoletti vede in questo insperato successo di partecipazione alle primarie - solo in leggera flessione rispetto a quelle del Pd del 2009 - una spinta alla linea delle primarie provinciali, sulle quali lui stesso aveva frenato negli ultimi tempi.
«È un segnale - dichiara il segretario Nicoletti - che le primarie continuano ad essere uno strumento che piace ai cittadini perché se organizzate bene e con una competizione reale, cioè aperta, danno la percezione di poter dire la propria e poter cambiare la politica. Per questo - continua Nicoletti - penso che questo risultato rafforzi l'utilità dello strumento delle primarie e tornerò a proporlo alle forze politiche della coalizione provinciale per la scelta del candidato presidente della Provincia».
Nell'analisi del risultato di questo primo turno delle primarie, Nicoletti riconosce che «c'è un problerma per Bersani nelle regioni rosse del centro come Toscana, Umbria e Marche» mentre nel Sud il segretario è andato bene perché lì c'è «maggiore sofferenza e il tema del lavoro è più sentito».
Riguardo al Nord più «renziano», compreso il Trentino, benché Bersani si sia mantenuto comunque in vantaggio, Nicoletti dice: «In Piemonte, Veneto e Friuli c'è una struttura sociale ed economica in trasformazione che è più sensibile al messaggio di Renzi, ma credo che nel suo complesso questo risultato dimostri che il Pd e il centrosinistra rappresentano una pluralità di anime e questa è la forza della coalizione». Sul fatto che in Trentino, Renzi ha preso più voti nelle valli e Bersani più a Trento e Rovereto, il segretario del Pd dice: «Credo sia dipeso soprattutto dalla presenza in queste zone di amministratori locali impegnati nei comitati per Renzi, che hanno saputo fare un buon lavoro in val di Non, Giudicarie, val di Cembra e Pergine».
Ora c'è il ballottaggio ma Nicoletti non dà nulla per scontato, un po' anche per scaramanzia: «La mobilità dell'elettorato consente un'elevata imprevedibilità».

Il capogruppo renziano spera in nuovi elettori ai seggi
Soddisfazione di Sel: «Risultato straordinario in Trentino»
Zeni: «Ballottaggio aperto a tutti

«Renzi ha raggiunto un primo obiettivo, che non era scontato, che era quello di portare il segretario Bersani, che aveva tutta la struttura del Pd con lui, al ballottaggio. È stato un risultato straordinario e ora se la può giocare: c'è una settimana davanti».  Luca Zeni , capogruppo del Pd in consiglio provinciale, è tra i pochi big del Partito democratico trentino schierati con il sindaco di Firenze.
«Non esistono automatismi nel voto - sostiene Zeni, riferendosi al fatto che si dia per scontato che Vendola inviterà a votare Bersani, - non è che tutti i cittadini seguono le indicazioni dei candidati. Ora si riparte da zero. Noi ci auguriamo che si lasci aperta la partecipazione per il ballottaggio permettendo anche a chi non ha votato al primo turno di partecipare al secondo. La competizione tra Renzi e Bersani dimostra che il Pd è un partito vivo, l'unico in questo momento in Italia, e le primarie rafforzeranno chi uscirà vincitore dal confronto».
Il capogruppo del Pd si dice particolarmente soddisfatto del risultato di Renzi in Trentino, migliore rispetto alla media nazionale e che ha saputo intercettare il voto delle valli trentine, per tradizione meno vicino al centrosinistra, almeno alle elezioni nazionali.
«Nelle nostre valli - sostiene Zeni - c'è una sensibilità diversa rispetto alle città, dove è più radicata una sinistra tradizionale, eppure Renzi è riuscito a conquistare molti trentini che hanno trovato il suo progetto per l'Italia credibile: questo dimostra che non serve cambiare contenitore e fare nuovi partiti. E lo stesso vale per il risultato di Renzi al Nord: domenica prossima si potrà scegliere tra la spinta innovativa di Renzi e la solidità di Bersani».
Tra le fila di Sinistra e libertà (Sel) del Trentino si respira invece delusione per il risultato nazionale di Nichi Vendola, ma soddisfazione per la percentuale raggiunta a livello provinciale. «Il nostro obiettivo - dice  Giancarlo Pisani , responsabile del Comitato trentino per Vendola, - era quello di andare al ballottaggio e non lo abbiamo raggiunto. Ne prendiamo atto. In Trentino, invece, abbiamo raggiunto un grosso risultato con il 14,6% di voti per Vendola. Per il ballottaggio escludo assolutamente che Vendola possa dare l'indicazione di votare per Renzi perché è lontanissimo da noi».  Nicola Zuin , altro esponente di Sel, aggiunge: «Considerate le premesse, ovvero, una disponibilità di risorse e di uomini limitati, abbiamo raggiunto in Trentino un risultato straordinario che ritengo sia legato alla proposta ideale rappresentata da Nichi Vendola. Ora, come Sel dovremo cercare di capitalizzare questa fiducia in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: le politiche e le provinciali in autunno». Soddisfazione viene espressa anche per  Alessandro Pietracci , dei Socialisti, che avevano dato indicazione per Bersani anche se: «Tra di noi c'è anche chi ha preferito Renzi».


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