I pasticci di Fugatti, dopo lo stallo in Giunta rischia lo stop anche in consiglio

TRENTO. Se nel centrodestra sono ancora in corso le trattative fra Fratelli d'Italia e il presidente Fugatti sulla futura Giunta Provinciale, il centrosinistra è pronto a dare battaglia sull'elezione del presidente del Consiglio provinciale.
G. Fin, "Il Dolomiti", 24 novembre 2023

 

Allo stato dei fatti è difficile che si arrivi ad una fumata bianca. Per il ruolo di presidente dell'aula nei giorni scorsi era stato fatto il nome dell'ex sindaca Maria Bosin, eletta in quota Patt. Gli scontri sulla Giunta, però, sembrano aver complicato la situazione.

Una cosa, però, sembra essere certa. Il centrosinistra arriverà quest'oggi in aula senza essere stato mai contattato, in nessun modo, dalla maggioranza per avviare un dialogo. Il tema è stato al centro del vertice dell'Alleanza democratica autonomista.

“Nessuno si è fatto sentire” ha spiegato a il Dolomiti il capogruppo del Pd, Alessio Manica. “In passato – continua – la situazione era stata ben diversa. Evidentemente per il centrodestra è stato impossibile, vista la situazione di scontro, fare dei ragionamenti  sulla presidenza da presentarci perché anche questo ruolo entra nella loro spartizione”.

L'opposizione, in assenza di un dialogo, si prepara quindi alla battaglia. L'aula, in via provvisoria, sarà gestita da Lucia Coppola, perché consigliera più anziana.

Gli scenari possono essere due. “Noi siamo ottimisti – dice Manica – e la nostra speranza è che a seguito del punto due che prevede il giuramento, il governatore Fugatti convochi l'opposizione per intavolare un minimo di dialogo per l'elezione della presidenza e per la gestione dell'aula”. Se così fosse, la seduta sarebbe sospesa e maggioranza e opposizione potrebbero iniziare a discutere sui ruoli chiavi del Consiglio e su come procedere assieme.

Diversa invece la situazione se il presidente Fugatti e la sua maggioranza decidessero di non aver bisogno di alcun dialogo con l'opposizione. “Se ad un certo punto la maggioranza decidesse di presentare il proprio nome alla presidenza del Consiglio senza alcun genere di confronto o dialogo – spiega ancora il capogruppo del Partito Democratico – allora siamo pronti a lasciare l'aula. E così per tutte le volte che serve”

Per eleggere il presidente o la presidente dell'aula servono i due terzi dei consiglieri. In questo caso i voti dovrebbero essere 24. L'uscita dell'aula dell'opposizione non permetterebbe quindi alcun genere di elezione. E questo potrebbe continuare fino a quando non si troverà un accordo.

“La maggioranza – ha concluso Manica – non ha i due terzi dell'aula necessari per l'elezione del presidenza in autonomia. Rimarrebbe come presidente provvisorio la consigliera Coppola. Ma è la dimostrazione di come questa previsione normativa abbia un obiettivo democratico”.