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Qui Gruppo Consiliare del PD DEL TRENTINO

22.07.2010

R. Bortolotti, 22 luglio 2010
Questa settimana il Consiglio provinciale è stato impegnato da 20 martedì a 23 venerdì c.m., per la quasi totalità dei suoi lavori, nella discussione del disegno di legge inerente la “Disciplina dell’attività commerciale” presentato dall’ assessore al commercio Alessandro Olivi.

Un momento legislativo  importante e qualificante sia per l’attuazione del programma di giunta e sia per l’impegno del PD che tramite l’assessore Olivi ha posto mano alla disciplina sul commercio, contenuta nella  legge n. 4 del 2000, trasformandola profondamente.

Molte sono le motivazioni che hanno portato ad una nuova legge:  l'esigenza di riformare il sistema in quanto è mutato l'assetto istituzionale normativo a seguito della modifica al titolo V della Costituzione, per le competenze primarie in materia della Provincia,  per la direttiva “Bolkestein”  n. 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno, per avere una disciplina moderna sulle grandi superfici di vendita e per ammodernare il sistema delle aperture domenicali.

Un provvedimento legislativo  nato per rendere più moderno e competitivo il sistema commerciale trentino, che risponde anche all’esigenza, non più procrastinabile, di bloccare i cementificatori che attraverso gli spazi lasciati dalla vecchia normativa che aveva finito per dare più spazio agli interessi della speculazione immobiliare, sensibile solo alle cubature, e indifferente al preservare il territorio provinciale da continue colate di cemento e il proliferare di centri commerciali.

In questo contesto per le grandi strutture di vendita sono stati individuati due livelli pianificatori: il primo di competenza esclusiva della Giunta provinciale, che definisce localizzazione, dimensionamento, settore merceologico, per le strutture con una superficie superiore a 10.000 mq.; il secondo di competenza della comunità di valle assegnataria della quota di superficie residua non riservata alla Giunta provinciale per le strutture con una superficie inferiore a 10.000 mq.

Sui centri commerciali, il dibattito in Consiglio è stato a tratti molto serrato, anche in relazione al centro commerciale di Lavis.

L’articolato che regolamenterà questa futura realtà commerciale – avversata dalla Giunta provinciale – ha trovato un punto di mediazione che consentirà la realizzazione di tale centro fino ad una superficie commerciale di 1.500 mq.. Mentre  la  superficie di 7.000 mq., originariamente programmata, potrà essere realizzata solo se da parte del costruttore saranno reperite sul mercato nuove licenze.

Altri punti su cui il dibattito ha trovato spunti di confronto è stato quello relativo alle aperture domenicali,  contrastate dalle organizzazioni sindacati, e sul confronto fra imprese e sindacati.

Su questo punto, accogliendo un emendamento del consigliere Dorigatti, è stato deciso che la Giunta provinciale favorirà un confronto fra sindacati e imprese del commercio per definire modalità omogenee di trattamento dei lavoratori del settore con riferimento all’apertura domenicale.

Dopo un incontro fra l’assessore Olivi, i consiglieri provinciali e le organizzazioni sindacali, si è raggiunto un punto di mediazione rispetto alle aperture domenicali.

Si è così legiferato che le aperture domenicali nei comuni giudicati “ad alta attrazione commerciale” potranno avvenire per nove mesi (più uno), mentre nei comuni a “media attrazione commerciale” tali aperture riguarderanno sette mesi (più uno).

Sulla base del regolamento che verrà emanato  dalla Giunta, nella prima categoria relativa ai comuni “ad alta attrazione commerciale”  faranno parte Trento, Rovereto, Pergine, Borgo, Cles e Tione.

Nella discussione è stato accolto anche un emendamento proposto della consigliera Ferrari  per far si che i comuni si impegnino a verificare se sul proprio territorio vi siano strutture di accoglienza per i figli delle lavoratrici, favorendo economicamente il pagamento delle baby sitter.

All’interno della nuova legge sul commercio ha trovato accoglimento uno  articolo (il 37) inerente il "Rifornimento self-service di metano per autotrazione" che originariamente faceva parte di uno specifico ddl proposto dal , consigliere Mattia Civico,  che è stato unificato all’interno del nuovo testo di legge.

Così i possessori di autoveicoli a metano, previo rilascio di una apposita tessera, potranno fare rifornimento self service, 24 ore su 24 ore.

La carenza di strutture di distribuzione (solo 3 impianti in provincia), con questo provvedimento potrà forse far aumentare gli impianti e conseguentemente gli autoveicoli a metano.

Il metano, giova ricordare, è il carburante per autotrazione più pulito e il meno costoso.

Questa settimana, a margine dei lavori consiliari,  è stato  presentato un ddl, sottofirmato dai nostri consiglieri Cogo, Ferrari, Civico, Dorigatti, Kessler, Zeni e cui si sono aggiunti i consiglieri Dominici e Magnani, che parla di Pari Opportunità. Una proposta legislativa organica che vi illustreremo nella prossima News.

 


 

 

 

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